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Chi erano gli alleati della Prima Guerra Mondiale

Pubblicato 23. maggio 2026 Aggiornato 15. giugno 2026

Chi erano gli alleati della Prima Guerra Mondiale?

La Prima Guerra Mondiale, combattuta tra il 1914 e il 1918, fu il conflitto armato più vasto e distruttivo che l'umanità avesse conosciuto fino a quel momento. A opporsi agli Imperi Centrali, guidati da Germania e Austria-Ungheria, si formò una vasta coalizione di paesi che prese il nome di Potenze dell'Intesa, poi Alleati. Questa alleanza non fu statica: nacque da un accordo diplomatico preesistente, si rafforzò con nuovi ingressi e si trasformò nel corso della guerra, fino a comprendere decine di nazioni provenienti da ogni continente. Capire chi erano gli alleati e perché decisero di combattere insieme è indispensabile per comprendere le dinamiche di quel conflitto epocale.

La Triplice Intesa: le origini dell'alleanza

Il nucleo originario degli alleati nella Prima Guerra Mondiale era la Triplice Intesa, un sistema di accordi diplomatici che legava Francia, Impero britannico e Impero russo. Questa coalizione non nacque come patto di alleanza militare formale, ma come serie di accordi bilaterali conclusi tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, in risposta all'espansione della Triplice Alleanza tra Germania, Austria-Ungheria e Italia.

L'Entente Cordiale franco-britannica

Il primo mattone della futura Intesa fu l'Entente Cordiale, l'accordo di amicizia stipulato nel 1904 tra Francia e Gran Bretagna. Le due potenze, che per secoli erano state rivali coloniali, decisero di mettere da parte le proprie dispute sulle sfere di influenza in Africa e Asia per presentarsi unite di fronte alla crescente potenza tedesca. L'accordo non era un'alleanza militare automatica, ma definiva le rispettive aree di interesse coloniale e sanciva una volontà di cooperazione.

La Francia era particolarmente motivata dalla preoccupazione per la Germania: il ricordo della sconfitta nella guerra franco-prussiana del 1870-71, con la conseguente perdita dell'Alsazia-Lorena, alimentava un profondo desiderio di rivincita e una costante inquietudine nei confronti del potente vicino d'oltre Reno.

La Convenzione Anglo-Russa del 1907

Tre anni dopo l'Entente Cordiale, nel 1907, si completò il triangolo dell'Intesa con la Convenzione Anglo-Russa. L'accordo tra Gran Bretagna e Impero russo regolava le rispettive sfere di influenza in Asia centrale, mettendo fine alla storica rivalità tra le due potenze nota come "Grande Gioco". Anche in questo caso, non si trattava di un'alleanza militare automatica, ma di un riavvicinamento diplomatico che creava le basi per una futura cooperazione.

Con questi tre accordi, Francia, Gran Bretagna e Russia formavano la Triplice Intesa, contrapposta alla Triplice Alleanza di Germania, Austria-Ungheria e Italia. Quando nel luglio-agosto 1914 la crisi seguita all'assassinio dell'Arciduca Francesco Ferdinando sfociò nella guerra generale, le dinamiche di queste alleanze scattarono come un meccanismo a catena.

L'entrata in guerra delle grandi potenze dell'Intesa nel 1914

L'estate del 1914 vide l'escalation rapida e apparentemente incontrollabile della crisi diplomatica seguita all'assassinio di Sarajevo verso una guerra su scala continentale. I paesi dell'Intesa entrarono in conflitto in rapida successione, ciascuno per ragioni specifiche.

La Russia e la difesa della Serbia

La Russia fu tra i primi a mobilitarsi, in risposta all'ultimatum austro-ungarico alla Serbia. Lo Zar Nicola II ordinò la mobilitazione parziale prima e generale poi, motivato da un complesso insieme di fattori: la solidarietà panslavista con la Serbia, l'interesse strategico nei Balcani, il desiderio di non ripetere l'umiliante cedimento subito durante la crisi bosniaca del 1908-1909. La mobilitazione russa fu usata dalla Germania come pretesto per dichiarare guerra sia alla Russia (1 agosto 1914) sia alla Francia (3 agosto).

La Francia e l'onore degli alleati

La Francia era legata alla Russia da un'alleanza militare formale conclusa nel 1894, che prevedeva un'assistenza militare reciproca in caso di attacco tedesco. Quando la Germania dichiarò guerra alla Russia e poi alla Francia stessa, Parigi non aveva alternativa che resistere. La guerra era anche percepita come l'occasione tanto attesa per recuperare le province perdute nel 1871 e ridimensionare la potenza tedesca.

La Gran Bretagna e la questione belga

L'entrata in guerra della Gran Bretagna fu determinata dall'invasione tedesca del Belgio, avvenuta il 4 agosto 1914 nell'ambito del Piano Schlieffen, il piano operativo tedesco che prevedeva di attaccare la Francia aggirando le sue difese attraverso il territorio neutrale belga. Londra era garante della neutralità belga dal Trattato di Londra del 1839 e non poteva tollerare che una grande potenza occupasse un paese che controllava le coste di fronte all'Inghilterra. La Gran Bretagna dichiarò guerra alla Germania la stessa notte del 4 agosto 1914.

Il Giappone e i domini britannici

Nel corso del 1914 e degli anni successivi, la coalizione degli Alleati si allargò considerevolmente. Il Giappone, legato alla Gran Bretagna dall'Alleanza Anglo-Giapponese del 1902, dichiarò guerra alla Germania il 23 agosto 1914, occupando le basi tedesche nel Pacifico e in Cina. I dominions dell'Impero britannico, Australia, Canada, Nuova Zelanda e Sudafrica, si schierarono automaticamente con la madrepatria, contribuendo con centinaia di migliaia di soldati al sforzo bellico alleato.

L'ingresso dell'Italia nel 1915

Uno degli episodi più controversi delle alleanze della Prima Guerra Mondiale fu la scelta dell'Italia di abbandonare la Triplice Alleanza, di cui faceva parte insieme a Germania e Austria-Ungheria, per unirsi alla Triplice Intesa.

La neutralità iniziale e il dibattito interventismo-neutralismo

All'inizio del conflitto, nell'agosto 1914, l'Italia dichiarò la propria neutralità, motivandola con il fatto che la Triplice Alleanza era un patto difensivo e che l'Austria-Ungheria aveva attaccato per prima la Serbia, senza consultare Roma come prevedevano i trattati. Questa posizione scatenò un acceso dibattito interno tra le forze neutraliste, che comprendevano la maggioranza del parlamento, i socialisti e i cattolici, e le forze interventiste, che includevano nazionalisti, liberali di destra, futuristi e socialisti rivoluzionari come Benito Mussolini.

Il Patto di Londra del 26 aprile 1915

Dopo mesi di trattative segrete condotte dal ministro degli Esteri Sidney Sonnino, il governo italiano giunse a un accordo con le potenze dell'Intesa. Il 26 aprile 1915, l'Italia firmò il Patto di Londra, con cui si impegnava a entrare in guerra entro un mese dalla firma contro gli Imperi Centrali. In cambio, le venivano promessi significativi compensi territoriali:

  • Il Trentino e il Tirolo meridionale fino al Brennero
  • Trieste e l'Istria
  • Una parte della Dalmazia (esclusa Fiume)
  • Il Dodecaneso e una zona di influenza in Turchia
  • Compensi coloniali in Africa

Il Patto di Londra rimase segreto fino alla sua pubblicazione da parte dei bolscevichi nel novembre 1917. Il 24 maggio 1915, l'Italia dichiarò guerra all'Austria-Ungheria, aprendo un nuovo fronte alpino e carsico che impegnò enormi risorse da entrambe le parti. La "Quarta Guerra di Indipendenza", come la chiamavano gli interventisti, sarebbe stata ben più dura e lunga del previsto.

La crisi del 1917: la Russia esce, gli USA entrano

Il 1917 fu l'anno delle trasformazioni più radicali per l'equilibrio delle forze alleate. Due eventi di portata storica sconvolsero la coalizione: la Rivoluzione Russa e l'entrata in guerra degli Stati Uniti.

La Rivoluzione Russa e l'uscita dalla guerra

Nel febbraio 1917, la Rivoluzione di Febbraio rovesciò lo zarismo e portò al potere un governo provvisorio che decise di continuare la guerra. Ma l'esercito russo era esausto e demoralizzato, e i soldati disertavano in massa. In ottobre, la Rivoluzione d'Ottobre portò al potere i bolscevichi di Lenin, che avevano promesso "pace, terra e pane". Il nuovo governo firmò il 3 marzo 1918 la pace di Brest-Litovsk con la Germania, cedendo enormi territori, e uscì definitivamente dalla guerra.

L'uscita della Russia fu un duro colpo per gli Alleati: liberava decine di divisioni tedesche dal fronte orientale, che potevano essere trasferite a ovest per tentare una decisiva offensiva finale prima che l'aiuto americano si facesse sentire.

L'entrata in guerra degli Stati Uniti

Gli Stati Uniti avevano mantenuto la neutralità per quasi tre anni, nonostante le simpatie del presidente Woodrow Wilson per la causa alleata. Diversi fattori spinsero Washington verso l'intervento:

  • La ripresa della guerra sottomarina illimitata da parte della Germania nel febbraio 1917, che colpiva anche le navi civili americane
  • Il Telegramma Zimmermann, in cui la Germania proponeva al Messico di attaccare gli Stati Uniti in cambio del recupero dei territori perduti nel XIX secolo
  • I profondi legami economici e finanziari che legavano Wall Street alle potenze dell'Intesa
  • La caduta dello zarismo, che rendeva la guerra alleata più presentabile come "guerra democratica"

Il 6 aprile 1917, il Congresso degli Stati Uniti dichiarò guerra alla Germania. L'America era però impreparata militarmente: l'esercito era ridotto e privo di equipaggiamento pesante. Ci vollero mesi prima che le truppe americane, i famosi "doughboys", cominciassero ad affluire in Francia in numero significativo. Ma l'effetto psicologico fu immediato: l'Intesa sapeva che il tempo giocava a suo favore.

Gli altri alleati: un fronte mondiale

La coalizione alleata comprendeva molti altri paesi che contribuirono, con forze e risorse diverse, allo sforzo bellico contro gli Imperi Centrali.

Il Portogallo e la Romania

Il Portogallo entrò in guerra nel marzo 1916, motivato dalla preoccupazione di preservare le proprie colonie africane e dai vincoli del trattato di alleanza con la Gran Bretagna, risalente al Medioevo. La Romania si unì agli Alleati nel agosto 1916, attratta dalle promesse territoriali relative alla Transilvania, regione abitata in parte da romeni ma sotto sovranità austro-ungarica. L'avventura militare romena si rivelò però disastrosa: entro fine anno, Bucarest era occupata dalle truppe dei Paesi Centrali.

La Grecia e altri paesi

La Grecia aderì formalmente alla coalizione alleata nel giugno 1917, dopo una lunga crisi politica interna che vedeva il re Costantino I favorevole alla neutralità e il primo ministro Eleftherios Venizelos favorevole all'intervento al fianco dell'Intesa. Il paese era già di fatto spaccato, con un governo pro-alleato a Salonicco e uno filotedesco ad Atene. La deposizione del re risolse la crisi a favore dell'intervento. Altre nazioni come il Brasile, Cuba, la Cina e molti altri paesi latinoamericani dichiararono guerra alla Germania, anche se la loro partecipazione militare fu limitata.

Domande frequenti

Chi faceva parte della Triplice Intesa all'inizio della Prima Guerra Mondiale?

La Triplice Intesa era composta da Francia, Impero britannico (con tutti i suoi dominions) e Impero russo. Questi tre paesi erano legati da una serie di accordi diplomatici bilaterali conclusi tra il 1894 e il 1907: l'alleanza franco-russa del 1894, l'Entente Cordiale franco-britannica del 1904 e la Convenzione Anglo-Russa del 1907. Questi accordi non costituivano un'alleanza militare automatica come la Triplice Alleanza, ma prevedevano forme di consultazione e cooperazione.

Perché l'Italia cambiò schieramento durante la Prima Guerra Mondiale?

L'Italia faceva parte della Triplice Alleanza con Germania e Austria-Ungheria, ma dichiarò la neutralità nel 1914 sostenendo che l'alleanza era difensiva e che l'Austria aveva attaccato la Serbia senza consultarla. Dopo mesi di trattative segrete, con il Patto di Londra del 26 aprile 1915 l'Italia si impegnò a entrare in guerra contro gli Imperi Centrali in cambio di significativi compensi territoriali, inclusi Trentino, Trieste, Istria e parte della Dalmazia. Il 24 maggio 1915 dichiarò guerra all'Austria-Ungheria.

Quando entrarono in guerra gli Stati Uniti e perché?

Gli Stati Uniti dichiararono guerra alla Germania il 6 aprile 1917, dopo quasi tre anni di neutralità. Le cause principali furono la ripresa della guerra sottomarina illimitata tedesca, che colpiva anche le navi americane, la scoperta del Telegramma Zimmermann in cui la Germania proponeva al Messico un'alleanza contro gli USA, e la caduta dello zarismo in Russia che rendeva la guerra alleata più facilmente presentabile come difesa della democrazia contro l'autoritarismo.

Quanti paesi combatterono al fianco degli Alleati nella Prima Guerra Mondiale?

La coalizione degli Alleati comprendeva oltre venti paesi. Tra i principali vi erano Francia, Gran Bretagna e l'intero Impero britannico, Russia (fino al 1917), Italia (dal 1915), Stati Uniti (dal 1917), Giappone, Belgio, Serbia, Romania, Grecia e Portogallo. Molti paesi latinoamericani e africani dichiararono formalmente guerra alla Germania, anche se la loro partecipazione militare fu spesso simbolica. La coalizione era quindi veramente mondiale, pur con diversi livelli di impegno.

Cosa fu il Patto di Londra del 1915 e perché rimase segreto?

Il Patto di Londra fu un accordo segreto firmato il 26 aprile 1915 tra il governo italiano e le potenze dell'Intesa, con cui l'Italia si impegnava a entrare in guerra entro un mese contro gli Imperi Centrali in cambio di promesse territoriali. Rimase segreto per ragioni diplomatiche: rivelare i compensi promessi all'Italia avrebbe potuto incoraggiare altri paesi neutri a chiedere compensazioni simili e creare tensioni con gli alleati. Fu reso pubblico dai bolscevichi nel novembre 1917, dopo la Rivoluzione d'Ottobre.

Quale fu il contributo dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale?

L'Italia combatté principalmente sul fronte alpino e carsico contro l'Austria-Ungheria dal maggio 1915 all'ottobre 1918. Le battaglie più significative furono quelle combattute sull'Isonzo, di cui si contano ben undici offensive successive. Nel 1917, la disfatta di Caporetto (ottobre-novembre) vide l'esercito italiano cedere sotto l'urto di un'offensiva austro-tedesca, con la perdita di centinaia di migliaia di prigionieri. La riscossa culminò con la vittoria di Vittorio Veneto nel novembre 1918. Il costo umano fu immenso: oltre 600.000 caduti militari e centinaia di migliaia di vittime civili.

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