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Quando è iniziata la Seconda Guerra Mondiale? Il 1° settembre 1939

Pubblicato 23. maggio 2026 Aggiornato 15. giugno 2026

Quando è ufficialmente iniziata la Seconda Guerra Mondiale?

Il 1° settembre 1939 è una delle date più cariche di significato nella storia del Novecento: quel giorno, alle 4:45 del mattino, le truppe della Germania nazista varcarono il confine polacco dando inizio a un conflitto che avrebbe sconvolto il mondo intero. La Seconda guerra mondiale ebbe ufficialmente inizio in quel preciso istante, anche se le radici del conflitto affondavano in anni di tensioni politiche, ideologiche e territoriali che si erano accumulate fin dalla fine del Primo conflitto mondiale. Capire perché e come la guerra cominciò significa comprendere uno dei periodi più tragici e decisivi della storia dell'umanità.

La data ufficiale: 1° settembre 1939

La Seconda guerra mondiale è ufficialmente iniziata il 1° settembre 1939, quando la Wehrmacht, l'esercito della Germania nazista guidata da Adolf Hitler, attaccò la Polonia senza alcuna dichiarazione di guerra formale. L'operazione militare tedesca, nota come "Caso Bianco" (Fall Weiss), prevedeva un attacco su tre fronti simultanei: da nord, dalla Prussia Orientale; da ovest, dalla Germania; da sud, dalla Cecoslovacchia, allora già occupata dai nazisti.

Le forze tedesche dispiegarono per questa operazione una potenza militare enorme: più di 1,5 milioni di soldati, oltre 2.000 carri armati, circa 900 bombardieri e 400 aerei da combattimento. La tattica impiegata fu quella della cosiddetta "guerra lampo" (Blitzkrieg), una combinazione di attacchi rapidi con forze corazzate e appoggio aereo massiccio che doveva travolgere il nemico prima che potesse organizzare una resistenza efficace.

La dichiarazione di guerra di Francia e Gran Bretagna

La Polonia aveva stipulato trattati di mutua assistenza con Francia e Gran Bretagna. Le due potenze occidentali, di fronte all'aggressione tedesca, inviarono ultimatum a Berlino chiedendo l'immediato ritiro delle truppe. Hitler ignorò le richieste. Il 3 settembre 1939, due giorni dopo l'inizio dell'invasione, Gran Bretagna e Francia dichiararono guerra alla Germania. Da quel momento il conflitto cessò di essere una guerra regionale e assunse le dimensioni di un conflitto europeo, destinato a diventare presto mondiale.

Le cause profonde della guerra

Per comprendere pienamente perché la Seconda guerra mondiale iniziò il 1° settembre 1939, è necessario risalire alle cause profonde che avevano preparato il terreno nel corso degli anni Trenta. La storia di questa guerra non iniziò davvero quella mattina di settembre: fu il culmine di una crisi lunga un decennio.

Il Trattato di Versailles e il risentimento tedesco

Le radici del conflitto affondano nella fine della Prima guerra mondiale e nel Trattato di Versailles del 1919. Le condizioni di pace imposte alla Germania furono percepite come umilianti e ingiuste da larghe fasce della popolazione tedesca: il paese perse territori significativi, fu costretto a pagare riparazioni di guerra enormi e vide drasticamente ridotte le sue forze armate. Questa situazione generò un diffuso risentimento nazionale che i movimenti estremisti, e in particolare il Partito Nazionalsocialista di Adolf Hitler, seppero sfruttare abilmente per guadagnare consenso.

Quando Hitler salì al potere nel 1933, avviò rapidamente il riarmo della Germania e la revisione forzata degli accordi postbellici. Le democrazie occidentali, esauste dalla precedente guerra e spaventate da un nuovo conflitto, adottarono una politica di "appeasement", cedendo di volta in volta alle richieste di Hitler nella speranza di evitare la guerra. Fu una strategia che si rivelò drammaticamente fallimentare.

L'espansionismo nazista negli anni Trenta

Nel corso degli anni Trenta, Hitler procedette sistematicamente a espandere il territorio tedesco. Nel 1936 le truppe tedesche rientrarono nella Renania, zona demilitarizzata dal Trattato di Versailles. Nel 1938 avvenne l'"Anschluss", l'annessione dell'Austria al Reich tedesco. Poi fu la volta dei Sudeti, la regione occidentale della Cecoslovacchia abitata in prevalenza da tedeschi: con gli Accordi di Monaco del settembre 1938, Francia e Gran Bretagna acconsentirono all'annessione tedesca, convinte di aver garantito la pace. Il primo ministro britannico Neville Chamberlain tornò a Londra proclamando di aver ottenuto "la pace per il nostro tempo". Nel marzo 1939, Hitler occupò il resto della Cecoslovacchia, rendendo chiaro che i suoi appetiti territoriali non erano affatto saziati.

Il patto Molotov-Ribbentrop e l'isolamento della Polonia

Un elemento decisivo nella preparazione dell'invasione della Polonia fu la stipula del Patto Molotov-Ribbentrop, firmato il 23 agosto 1939. Con questo accordo di non aggressione, Germania nazista e Unione Sovietica si impegnavano a non attaccarsi reciprocamente. Il patto conteneva anche un protocollo segreto che suddivideva l'Europa orientale in sfere d'influenza: la Polonia avrebbe dovuto essere divisa tra i due stati.

Questo accordo, apparentemente impossibile tra due ideologie contrapposte come il nazismo e il comunismo, aveva un significato strategico fondamentale: Hitler poteva ora attaccare la Polonia senza temere un intervento sovietico sul fianco orientale. La Polonia si trovò così isolata e circondata da potenziali nemici su più fronti.

Il pretesto di Gleiwitz

Per giustificare l'attacco davanti all'opinione pubblica tedesca e internazionale, il regime nazista organizzò una serie di provocazioni false lungo il confine polacco. La più nota è l'incidente di Gleiwitz, nella notte tra il 31 agosto e il 1° settembre 1939: agenti delle SS, travestiti da soldati polacchi, attaccarono una stazione radio tedesca nella città di Gleiwitz (oggi Gliwice, in Polonia) e trasmisero un breve messaggio in polacco. Poco dopo, nelle aree di confine vennero trovati corpi di detenuti dei campi di concentramento, fatti passare per soldati polacchi caduti nell'attacco. Hitler usò questi "attacchi polacchi" come pretesto per ordinare l'invasione.

La campagna di Polonia e la caduta del paese

La resistenza polacca fu eroica ma disperata. L'esercito polacco, sebbene valoroso, era equipaggiato in modo obsoleto e non poteva fronteggiare la superiorità tecnica e numerica delle forze tedesche. La Blitzkrieg tedesca penetrò rapidamente nel territorio polacco, aggirando e accerchiando le unità nemiche prima che potessero riorganizzarsi.

L'invasione sovietica da est

Il 17 settembre 1939, in accordo con quanto stabilito nel protocollo segreto del Patto Molotov-Ribbentrop, anche l'Unione Sovietica attaccò la Polonia da est. Il paese si trovò così schiacciato su entrambi i fronti, senza più possibilità di resistenza organizzata. Varsavia cadde il 28 settembre 1939, e la Polonia fu divisa tra Germania e URSS. Decine di migliaia di ufficiali e soldati polacchi furono catturati dai sovietici: molti di loro sarebbero stati massacrati nel 1940 nella foresta di Katyn, in uno dei crimini di guerra più efferati della Seconda guerra mondiale.

Nonostante la sconfitta militare, la Polonia non si arrese formalmente. Il governo polacco si trasferì in esilio a Parigi prima e a Londra poi, continuando a combattere a fianco degli Alleati per tutta la durata del conflitto. Piloti polacchi parteciparono alla Battaglia d'Inghilterra, e soldati polacchi combatterono in Nord Africa, in Italia e nella campagna di Normandia.

La diffusione globale del conflitto

Da quella mattina del 1° settembre 1939, il conflitto si espanse rapidamente fino a coinvolgere decine di paesi e tutti i continenti. Dopo la caduta della Francia nel giugno 1940, la guerra si estese al Mediterraneo e all'Africa. Nel giugno 1941 Hitler invase l'Unione Sovietica, aprendo il fronte orientale, il più vasto e sanguinoso dell'intera guerra. Il 7 dicembre 1941 il Giappone attaccò Pearl Harbor, trascinando gli Stati Uniti nel conflitto e trasformando definitivamente quella che era iniziata come una guerra europea in un conflitto davvero mondiale.

L'Italia nella Seconda guerra mondiale

L'Italia, alleata della Germania fascista fin dai tempi dell'Asse Roma-Berlino, non entrò immediatamente nel conflitto nel settembre 1939. Mussolini dichiarò la "non belligeranza" dell'Italia, attendendo di valutare l'evoluzione della guerra. Fu solo il 10 giugno 1940, quando la Francia era ormai sul punto di crollare, che l'Italia dichiarò guerra a Francia e Gran Bretagna, sperando di ottenere facili guadagni territoriali. La decisione si rivelò catastrofica: l'esercito italiano, mal equipaggiato e mal preparato, subì pesanti sconfitte in Africa, in Grecia e poi sul suolo italiano dopo lo sbarco alleato del luglio 1943.

Le conseguenze della guerra: un bilancio devastante

La Seconda guerra mondiale si concluse il 2 settembre 1945 con la resa formale del Giappone, dopo che le bombe atomiche americane avevano distrutto Hiroshima e Nagasaki. In Europa, la Germania aveva già capitolato l'8 maggio 1945. Il bilancio umano del conflitto fu devastante: si stimano tra i 70 e gli 85 milioni di morti, tra militari e civili. Circa il 3% della popolazione mondiale perse la vita in quegli anni di guerra.

Tra le vittime civili, il caso più agghiacciante fu quello della Shoah: il sistematico sterminio di sei milioni di ebrei europei, pianificato e attuato dal regime nazista attraverso i campi di concentramento e di sterminio. Un crimine senza precedenti nella storia umana, che ha lasciato una ferita profonda nella coscienza collettiva dell'Europa e del mondo.

Domande frequenti

Quando è ufficialmente iniziata la Seconda guerra mondiale?

La Seconda guerra mondiale è ufficialmente iniziata il 1° settembre 1939, quando la Germania nazista invase la Polonia alle 4:45 del mattino senza alcuna dichiarazione di guerra. Il 3 settembre 1939, Francia e Gran Bretagna dichiararono guerra alla Germania in risposta all'aggressione, dando al conflitto una dimensione europea e poi mondiale.

Perché la Germania attaccò la Polonia nel 1939?

Hitler voleva espandere il territorio tedesco verso est, in linea con la sua ideologia dello "spazio vitale" (Lebensraum). La Polonia era il passo successivo dopo le annessioni dell'Austria e della Cecoslovacchia. Il regime nazista usò come pretesto una serie di false provocazioni al confine, in particolare il finto attacco alla stazione radio di Gleiwitz nella notte del 31 agosto. Strategicamente, il Patto Molotov-Ribbentrop aveva già assicurato la neutralità sovietica, lasciando la Polonia isolata.

Quante truppe tedesche parteciparono all'invasione della Polonia?

La Germania schierò per l'invasione della Polonia circa 1,5 milioni di soldati, oltre 2.000 carri armati, circa 900 bombardieri e 400 aerei da combattimento, organizzati in 60 divisioni. Fu uno dei più grandi concentramenti di forze militari dell'epoca, che sfruttava la nuova tattica della Blitzkrieg per travolgere rapidamente il nemico.

Quando la Polonia cadde nelle mani della Germania?

Varsavia cadde il 28 settembre 1939, circa quattro settimane dopo l'inizio dell'invasione tedesca. Il 17 settembre l'Unione Sovietica aveva già attaccato la Polonia da est, in applicazione del protocollo segreto del Patto Molotov-Ribbentrop. Il governo polacco si trasferì in esilio, prima a Parigi e poi a Londra, continuando a resistere a fianco degli Alleati per tutta la durata del conflitto.

Quante persone morirono nella Seconda guerra mondiale?

Le stime indicano tra i 70 e gli 85 milioni di morti, tra militari e civili, pari a circa il 3% della popolazione mondiale dell'epoca. Le vittime civili furono moltissime a causa dei bombardamenti, della fame, delle deportazioni e dello sterminio sistematico. Tra i crimini più gravi figura la Shoah, con sei milioni di ebrei uccisi dal regime nazista.

La Seconda guerra mondiale coinvolse solo l'Europa?

No. Sebbene sia iniziata in Europa il 1° settembre 1939, la guerra si estese rapidamente ad altri continenti. L'Africa fu teatro di importanti campagne militari tra il 1940 e il 1943. L'attacco giapponese a Pearl Harbor nel dicembre 1941 trascinò gli Stati Uniti nel conflitto, portando la guerra nel Pacifico e in Asia. Si trattò dunque di un conflitto davvero mondiale, che coinvolse decine di paesi su tutti i continenti abitati.

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