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Come comunicano i delfini: fischi, clic e nuove scoperte 2026

Pubblicato 17. settembre 2025 Aggiornato 15. giugno 2026

Come comunicano i delfini tra loro in modo efficace?

I delfini sono tra gli animali più studiati per le loro sofisticate capacità comunicative. Privi di corde vocali ma dotati di un apparato sonoro specializzato, questi cetacei scambiano informazioni in un ambiente — quello sottomarino — dove il suono viaggia circa cinque volte più velocemente che nell'aria e la vista ha una portata limitata. La loro comunicazione si basa principalmente su segnali acustici, integrati dal linguaggio del corpo e dal contatto fisico. Negli ultimi anni, l'analisi assistita dall'intelligenza artificiale ha permesso di mappare il loro repertorio sonoro con un dettaglio senza precedenti, avvicinando i ricercatori alla comprensione di un sistema di segnali dalla complessità sorprendente.

L'apparato che produce i suoni

I delfini non emettono suoni dalla bocca come gli esseri umani. La produzione sonora avviene nelle vie nasali, dove strutture chiamate labbra foniche (o "labbra del melone") vibrano facendo passare l'aria. Il melone, un organo adiposo situato nella fronte, funziona come una lente acustica che focalizza e dirige i suoni in avanti. La ricezione avviene invece attraverso la mandibola inferiore, riempita di grasso, che trasmette le vibrazioni all'orecchio interno. Questo sistema consente al delfino di emettere e ricevere segnali contemporaneamente, con una precisione che gli permette di "vedere" con il suono.

I tre tipi di suoni dei delfini

Il repertorio acustico dei tursiopi e delle altre specie si articola principalmente in tre categorie, ciascuna con funzioni distinte.

I fischi (whistle)

I fischi sono suoni tonali continui usati soprattutto per la comunicazione sociale. L'elemento più studiato è il fischio firma (signature whistle): ogni delfino sviluppa nei primi mesi di vita un fischio dalla struttura unica, che funziona come un nome proprio. I ricercatori dell'Università di St. Andrews hanno dimostrato che i delfini si rivolgono l'uno all'altro emettendo il fischio firma del compagno, e che riconoscono il proprio anche dopo decenni di separazione. È una delle poche prove note, nel regno animale, di etichette acustiche apprese e riferite a individui specifici. Le madri, inoltre, modificano il proprio fischio firma rendendolo più acuto quando interagiscono con i cuccioli, un fenomeno paragonato al "linguaggio dei neonati" umano.

I clic di ecolocalizzazione

I clic sono impulsi sonori brevissimi usati per l'ecolocalizzazione, cioè la percezione dell'ambiente tramite l'eco. Ogni clic dura tra 50 e 128 microsecondi e può raggiungere frequenze altissime, fino a circa 300 kHz — ben oltre la soglia udibile dall'orecchio umano, che si ferma intorno ai 20 kHz. Emettendo treni di clic e analizzando gli echi di ritorno, il delfino ricostruisce forma, dimensione, distanza e persino la struttura interna degli oggetti. Sebbene l'ecolocalizzazione serva principalmente a orientarsi e cacciare, gli echi prodotti da un individuo possono essere captati anche dai compagni, fornendo informazioni indirette al gruppo.

I suoni a impulsi (burst-pulse)

Tra fischi e clic si collocano i suoni a impulsi intermittenti, percepiti dall'orecchio umano come cigolii, gracidii o "raspberry". Sono associati soprattutto a contesti emotivi intensi: gioco, conflitto, eccitazione, corteggiamento. Una sottocategoria sono i feeding buzz, sequenze rapidissime di clic emesse durante la cattura della preda, ma anche cariche di valore sociale quando segnalano la presenza di cibo.

La comunicazione non acustica

Il suono non è l'unico canale. I delfini comunicano anche attraverso il linguaggio del corpo: salti, colpi di coda sull'acqua (lobtailing), nuotate sincronizzate, posture e contatto fisico come lo sfioramento delle pinne, gesto che rafforza i legami sociali in modo simile a quanto fanno i primati con la toelettatura. Le bolle d'aria emesse dallo sfiatatoio possono accompagnare segnali di gioco o di tensione. Questi segnali visivi e tattili funzionano a breve distanza e completano l'informazione sonora.

Un linguaggio condiviso oltre i nomi propri

Per molto tempo si è ritenuto che i fischi firma fossero il cuore della comunicazione individuale dei delfini. Ricerche recenti hanno però rivelato un repertorio più ampio. Nel 2025, il gruppo guidato da Laela Sayigh della Woods Hole Oceanographic Institution, studiando la popolazione di tursiopi di Sarasota Bay in Florida, ha identificato decine di fischi non-firma condivisi da più individui. Alcuni sembrano legati a contesti specifici e potrebbero segnalare novità o fungere da avvertimento. Questo lavoro è stato premiato con il Coller-Dolittle Prize 2025 per aver evidenziato caratteristiche simili a quelle del linguaggio nelle vocalizzazioni dei delfini.

L'intelligenza artificiale entra in campo

La svolta degli ultimi anni è metodologica. Analizzare manualmente migliaia di ore di registrazioni era impraticabile; il machine learning ha cambiato la scala del possibile. Nell'aprile 2025 Google, in collaborazione con il Georgia Institute of Technology e il Wild Dolphin Project, ha presentato DolphinGemma, un modello di intelligenza artificiale addestrato su circa 40 anni di dati acustici di delfini maculati atlantici. Il modello apprende la struttura delle vocalizzazioni e può prevedere o generare sequenze sonore simili a quelle dei delfini, in modo analogo a come un modello linguistico predice le parole. È sufficientemente efficiente da girare su uno smartphone Pixel ed è stato reso disponibile come modello aperto nell'estate 2025, così da poter essere adattato anche ad altre specie.

Anche la ricerca italiana ha dato un contributo rilevante. Tra il 2025 e il 2026, l'Università Politecnica delle Marche, l'IRBIM-CNR e il parco zoologico Oltremare di Riccione hanno pubblicato sulla rivista PLOS One uno studio in cui sono stati estratti e analizzati 3.111 fischi e 1.277 vocalizzazioni a impulsi di tursiopi in ambiente controllato. Lo studio ha mostrato come le emissioni acustiche siano strettamente legate alle attività svolte: durante le sessioni di gioco si registrano i tassi più alti di vocalizzazioni, indice di un forte coinvolgimento sociale ed esplorativo. Il dataset, oltre 30 GB di segnali etichettati, è stato reso disponibile alla comunità scientifica come base per future analisi basate sull'IA.

Cosa significa "comunicare in modo efficace"

L'efficacia della comunicazione dei delfini deriva dalla combinazione di canali diversi e dall'adattamento al contesto. I fischi firma garantiscono l'identificazione individuale in gruppi numerosi e dispersi; l'ecolocalizzazione fornisce dati ambientali condivisibili; i suoni a impulsi trasmettono lo stato emotivo; il corpo aggiunge informazione a corto raggio. È importante, però, mantenere il rigore scientifico: nonostante i progressi, nel 2026 non esiste alcuna prova che i delfini possiedano un "linguaggio" con grammatica paragonabile a quella umana. Ciò che la ricerca documenta è un sistema di comunicazione complesso, in parte appreso e dipendente dal contesto, le cui regole stiamo solo iniziando a decifrare.

Domande frequenti

I delfini hanno un nome?

In un certo senso sì. Ogni delfino sviluppa un "fischio firma" unico che usa per identificarsi e che gli altri membri del gruppo possono imitare per richiamarlo, in modo simile a un nome proprio. È una delle poche etichette acustiche individuali apprese documentate nel mondo animale.

Qual è la differenza tra fischi e clic?

I fischi sono suoni tonali continui usati per la comunicazione sociale, mentre i clic sono impulsi brevissimi (50-128 microsecondi, fino a circa 300 kHz) impiegati per l'ecolocalizzazione, cioè per percepire l'ambiente attraverso l'eco.

Gli scienziati sono riusciti a tradurre il linguaggio dei delfini?

No. Nel 2026 strumenti come DolphinGemma di Google aiutano a riconoscere schemi e prevedere sequenze sonore, ma non esiste ancora una "traduzione" del linguaggio dei delfini né la prova che possiedano una grammatica simile a quella umana.

I delfini comunicano solo con i suoni?

No. Oltre ai segnali acustici usano il linguaggio del corpo: salti, colpi di coda, nuotate sincronizzate, contatto delle pinne e bolle d'aria, che completano la comunicazione a breve distanza.

Cos'è DolphinGemma?

È un modello di intelligenza artificiale presentato da Google nel 2025 con il Georgia Tech e il Wild Dolphin Project, addestrato su circa 40 anni di registrazioni per apprendere la struttura delle vocalizzazioni dei delfini e prevederne le sequenze. È stato rilasciato come modello aperto ed è abbastanza leggero da funzionare su uno smartphone.

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