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Perché il Borneo è diviso tra più paesi: storia e confini

Pubblicato 24. novembre 2024 Aggiornato 13. giugno 2026

Perché Borneo è divisa tra più paesi?

Il Borneo è la terza isola più grande del mondo e l'unica a essere suddivisa tra tre Stati sovrani: Indonesia, Malaysia e Brunei. La spiegazione di questa frammentazione non sta nella geografia né in differenze etniche originarie, ma nella storia coloniale dei secoli XIX e XX: furono le potenze europee — Paesi Bassi e Regno Unito — a tracciare i confini che ancora oggi dividono l'isola. Quando le colonie ottennero l'indipendenza, le nuove nazioni ereditarono quelle linee, cristallizzando una spartizione nata a tavolino in Europa.

Come è divisa oggi l'isola

La ripartizione attuale del Borneo è nettamente sbilanciata. L'Indonesia controlla la parte meridionale e centrale, pari a circa il 73% della superficie: è la regione chiamata Kalimantan, suddivisa in cinque province. La Malaysia possiede circa il 26% del territorio nella fascia settentrionale, con i due Stati di Sarawak e Sabah. Infine il Brunei, piccolo sultanato indipendente ricco di petrolio, occupa appena l'1% dell'isola, incastonato lungo la costa nord-occidentale e completamente circondato dal territorio malese del Sarawak.

Le radici coloniali della divisione

Per comprendere la spartizione bisogna risalire al confronto tra due imperi marittimi. Tra il XVI e il XIX secolo, sia i Paesi Bassi sia il Regno Unito ampliarono la loro influenza nell'arcipelago del Sud-est asiatico, entrando in concorrenza per il controllo delle rotte commerciali, delle spezie e, più tardi, delle materie prime.

Per evitare conflitti diretti, le due potenze stipularono il Trattato anglo-olandese del 1824 (Trattato di Londra), che ripartì le rispettive sfere d'influenza nella regione: in linea di massima, gli olandesi avrebbero dominato a sud, i britannici a nord. Il confine vero e proprio sull'isola del Borneo fu però definito con maggiore precisione dalla Convenzione di Londra del 20 giugno 1891, l'accordo che ancora oggi costituisce la base giuridica della frontiera terrestre tra Indonesia e Malaysia.

Olandesi a sud, britannici a nord

I Paesi Bassi consolidarono il controllo sulla parte meridionale, integrandola nelle Indie orientali olandesi. Questa vasta colonia comprendeva gran parte dell'attuale Indonesia, Borneo meridionale incluso.

Nel nord la situazione fu più frammentata e peculiare. Un ruolo centrale lo ebbe l'avventuriero britannico James Brooke, che nel 1842 ottenne dal sultano di Brunei il titolo di rajah del Sarawak, dando vita a una dinastia di "rajah bianchi" che governò il territorio fino al XX secolo, ampliandolo progressivamente. Il Sabah (allora Borneo Settentrionale) fu invece amministrato da una compagnia commerciale britannica. Il Brunei, ridotto da queste espansioni a un piccolo territorio, divenne un protettorato britannico nel 1888. In questo modo l'intera fascia settentrionale finì sotto l'orbita di Londra, mentre il sud restava olandese.

L'indipendenza e il consolidamento dei confini

La decolonizzazione del Novecento trasformò le linee coloniali in frontiere nazionali. Nel 1945 l'Indonesia proclamò l'indipendenza dai Paesi Bassi: poiché gli olandesi avevano governato il Borneo meridionale, quel territorio confluì nella nuova repubblica con il nome di Kalimantan.

Nel 1963 il Regno Unito si preparò a lasciare i propri possedimenti settentrionali. Sarawak e Sabah scelsero di unirsi alla Federazione della Malesia, contribuendo a formare il nuovo Stato della Malaysia. Questa scelta non avvenne senza tensioni: l'Indonesia del presidente Sukarno si oppose alla nascita della Malaysia, dando origine al conflitto noto come Konfrontasi (1963-1966), una guerra a bassa intensità lungo i confini del Borneo che si concluse con il riconoscimento del nuovo Stato.

Perché il Brunei è rimasto indipendente

Il caso del Brunei è il più singolare. Quando nel 1963 nacque la Malaysia, al sultanato fu offerto di aderire alla federazione, ma il sultano declinò. Le ragioni furono essenzialmente due: il petrolio e il potere. Il Brunei disponeva di enormi giacimenti di idrocarburi e il sultano non intendeva condividerne i proventi con il governo federale di Kuala Lumpur; inoltre, non voleva perdere autonomia politica né accettare una posizione subordinata rispetto agli altri sovrani malesi.

Il sultanato rimase quindi protettorato britannico fino alla mezzanotte del 1° gennaio 1984, quando il Brunei Darussalam divenne pienamente indipendente in modo pacifico, concordato con il Regno Unito. È così che un'isola arrivò a ospitare tre bandiere diverse.

Nusantara: la nuova capitale indonesiana nel Borneo

La divisione storica non significa che il Borneo sia oggi una periferia dimenticata. L'Indonesia ha avviato nel 2022 la costruzione della nuova capitale nazionale, Nusantara, nel Kalimantan orientale, con l'obiettivo di spostare il baricentro politico del paese lontano dalla congestionata e sovrappopolata Giacarta, situata sull'isola di Giava.

Nel 2026 il progetto procede ma tra molte incertezze. Il nucleo governativo è quasi completato — con i palazzi esecutivi e un'imponente struttura a forma del Garuda, l'uccello mitologico simbolo nazionale — e i complessi legislativo e giudiziario sono in costruzione. Tuttavia, i finanziamenti statali per il 2026 sono stati dimezzati rispetto all'anno precedente, e dopo l'insediamento del presidente Prabowo Subianto (ottobre 2024) è venuto meno parte dell'entusiasmo che il progetto aveva con il predecessore Joko Widodo. La Corte costituzionale ha inoltre confermato che, allo stato attuale, Giacarta resta la capitale legale dell'Indonesia: si prevede che intorno al 2028 il paese funzioni di fatto con due capitali, con Nusantara come sede politica. Già oggi vivono circa 150.000 persone nell'area di Nusantara, mentre gruppi ambientalisti denunciano la deforestazione legata ai cantieri.

Domande frequenti

Tra quanti paesi è diviso il Borneo?

Il Borneo è diviso tra tre paesi: Indonesia (circa il 73% del territorio, la regione del Kalimantan), Malaysia (circa il 26%, con gli Stati di Sarawak e Sabah) e Brunei (circa l'1%, un sultanato indipendente).

Perché il Borneo è diviso tra più nazioni?

La divisione deriva dalla spartizione coloniale tra Paesi Bassi e Regno Unito, formalizzata dal Trattato anglo-olandese del 1824 e dalla Convenzione di Londra del 1891. Gli olandesi controllavano il sud, i britannici il nord. Con la decolonizzazione, le ex colonie ereditarono quei confini.

Perché il Brunei non fa parte della Malaysia?

Nel 1963 al Brunei fu offerto di unirsi alla Malaysia, ma il sultano rifiutò per non condividere le ricchezze petrolifere del sultanato e per non perdere autonomia politica. Il Brunei divenne pienamente indipendente il 1° gennaio 1984.

Quale paese possiede la parte più grande del Borneo?

L'Indonesia controlla la quota maggiore, circa il 73% dell'isola, corrispondente alla regione del Kalimantan suddivisa in cinque province.

Qual è la capitale dell'Indonesia nel Borneo?

L'Indonesia sta costruendo nel Kalimantan orientale la nuova capitale Nusantara, avviata nel 2022. Nel 2026 i lavori proseguono ma con fondi ridotti; Giacarta resta per ora la capitale legale e si prevede una transizione verso un sistema a due capitali intorno al 2028.

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