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Perché il Borneo è celebre per la sua foresta pluviale

Pubblicato 18. maggio 2025 Aggiornato 15. giugno 2026

Perché il Borneo è celebre per la sua foresta pluviale?

Il Borneo, terza isola più grande del mondo e condivisa tra Indonesia, Malaysia e Brunei, deve gran parte della sua fama alla foresta pluviale che ne ricopre l'interno: un ecosistema tra i più antichi e ricchi del pianeta. Si tratta di una delle ultime grandi distese di foresta tropicale primaria dell'Asia sudorientale, custode di una biodiversità eccezionale e, al tempo stesso, simbolo globale della crisi della deforestazione. La combinazione di antichità geologica, ricchezza di specie, specie-simbolo come l'orango e una pressione ambientale intensa rende il Borneo un riferimento obbligato quando si parla di foreste tropicali.

Una delle foreste pluviali più antiche del mondo

La foresta del Borneo è stimata in circa 130 milioni di anni, il che la colloca tra le più antiche della Terra: secondo numerose fonti scientifiche e naturalistiche precede addirittura la foresta amazzonica. Questa straordinaria continuità nel tempo ha permesso a un numero enorme di specie di evolversi e specializzarsi in un ambiente stabile, caldo e umido per decine di milioni di anni. Aree protette come la Danum Valley, nel Sabah malese, sono spesso citate come testimonianza vivente di questa foresta primordiale, dove gli alberi del genere Dipterocarpus possono superare i 70 metri di altezza.

Un concentrato di biodiversità senza pari

Il vero motivo della celebrità del Borneo è la densità di vita che ospita. Pur coprendo meno dell'1% delle terre emerse del pianeta, l'isola accoglie oltre il 6% di tutte le specie conosciute al mondo. Tra il 1995 e il 2010 gli scienziati hanno descritto in media tre nuove specie al mese, un ritmo di scoperta che pochi altri luoghi possono vantare.

La foresta è inoltre ricca di specie endemiche, presenti cioè solo qui. Tra le più note:

  • L'orango del Borneo (Pongo pygmaeus), grande primate arboricolo divenuto il simbolo stesso dell'isola.
  • L'elefante pigmeo del Borneo, la più piccola sottospecie di elefante asiatico.
  • La nasica o scimmia nasica, riconoscibile per il vistoso naso del maschio.
  • La pantera nebulosa del Borneo, predatore elusivo della foresta.
  • La Rafflesia, che produce uno dei fiori più grandi del mondo.

A questo si aggiunge la funzione climatica: le torbiere (peatland) del Borneo costituiscono uno dei più grandi serbatoi di carbonio terrestre del pianeta, il che rende la sua conservazione rilevante non solo per la fauna ma per l'intero equilibrio climatico globale.

Un'isola, tre nazioni

La foresta si estende su un territorio diviso politicamente in tre Paesi: l'Indonesia, con la regione del Kalimantan che occupa circa i tre quarti dell'isola; la Malaysia, con gli stati di Sabah e Sarawak; e il piccolo sultanato del Brunei. Questa condivisione ha dato origine, nel 2007, all'iniziativa transfrontaliera del "Cuore del Borneo" (Heart of Borneo), un accordo tra i tre Stati per tutelare un'ampia fascia di foresta montana centrale, considerata cruciale per le specie e per le sorgenti dei principali fiumi dell'isola.

Il simbolo globale della deforestazione

Parte della notorietà del Borneo, purtroppo, deriva anche dalla rapidità con cui la sua foresta è stata distrutta. Negli ultimi decenni l'isola ha perso la maggior parte della copertura forestale primaria, con stime che parlano di una perdita fino al 92% della foresta primaria in determinate aree. Tra il 2005 e il 2015, secondo l'IUCN, circa il 50% della perdita forestale dell'isola è stata legata all'espansione delle piantagioni di palma da olio, accanto al disboscamento per legname, carta e carbone.

La pressione non si è arrestata. Nel 2025 la deforestazione in Indonesia è tornata ad aumentare in modo netto, con un balzo del 66% rispetto all'anno precedente, invertendo diversi anni di calo. Le perdite sono state particolarmente gravi negli habitat di specie minacciate, oranghi del Kalimantan inclusi. L'orango del Borneo è oggi classificato come in pericolo critico: in circa sei decenni ne è stata persa oltre la metà della popolazione, e le proiezioni indicano che l'habitat di decine di migliaia di esemplari potrebbe scomparire entro gli anni 2030.

Nusantara: la nuova capitale nel cuore del Kalimantan

Un fattore che ha riportato il Borneo al centro dell'attenzione internazionale nel 2026 è la costruzione di Nusantara, la nuova capitale indonesiana edificata nel Kalimantan Orientale per alleggerire la sovrappopolata Giacarta. Avviato nel 2022, il progetto ha visto completarsi il nucleo governativo, ma nel dicembre 2025 la città è stata declassata da capitale nazionale a "capitale politica", con i fondi statali per il 2026 ridotti della metà. Gruppi ambientalisti come WALHI hanno denunciato la deforestazione delle mangrovie attorno alla Baia di Balikpapan, alimentando il dibattito sull'impatto dell'urbanizzazione su uno degli ecosistemi più fragili del pianeta.

Domande frequenti

Quanti anni ha la foresta pluviale del Borneo?

La foresta del Borneo è stimata in circa 130 milioni di anni ed è considerata una delle più antiche del mondo, più antica della stessa foresta amazzonica.

A quali Paesi appartiene il Borneo?

Il Borneo è suddiviso tra tre Stati: l'Indonesia (regione del Kalimantan, circa tre quarti dell'isola), la Malaysia (stati di Sabah e Sarawak) e il sultanato del Brunei.

Perché la foresta del Borneo è così importante per la biodiversità?

Pur coprendo meno dell'1% delle terre emerse, ospita oltre il 6% delle specie conosciute al mondo, con numerose specie endemiche come l'orango del Borneo, l'elefante pigmeo e la nasica, oltre a torbiere che immagazzinano enormi quantità di carbonio.

Qual è la principale minaccia alla foresta del Borneo?

La causa principale è la deforestazione legata all'espansione delle piantagioni di palma da olio, al disboscamento e all'estrazione mineraria. Nel 2025 la deforestazione in Indonesia è cresciuta del 66% rispetto all'anno precedente.

L'orango del Borneo è a rischio di estinzione?

Sì. L'orango del Borneo è classificato come specie in pericolo critico: negli ultimi sessant'anni ne è stata persa oltre la metà della popolazione a causa della distruzione dell'habitat.

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