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Faust: chi lo scrisse e la storia dell'opera di Goethe

Pubblicato 11. gennaio 2025 Aggiornato 15. giugno 2026

Chi ha scritto Faust, il celebre drammaturgo tedesco?

Faust è il capolavoro assoluto di Johann Wolfgang von Goethe (Francoforte sul Meno, 28 agosto 1749 – Weimar, 22 marzo 1832), poeta, drammaturgo e pensatore considerato il più grande scrittore di lingua tedesca e una delle figure centrali della letteratura europea moderna. L'opera, articolata in due parti e composta nell'arco di circa sessant'anni, racconta il patto tra il dotto Faust e il diavolo Mefistofele e costituisce uno dei testi più studiati, rappresentati e tradotti della storia mondiale.

L'autore: Johann Wolfgang von Goethe

Goethe nacque in una famiglia benestante di Francoforte e ricevette un'educazione ampia e pluridisciplinare. Studiò diritto a Lipsia e poi a Strasburgo, dove entrò in contatto con le idee del movimento letterario Sturm und Drang («Tempesta e impeto»), che esaltava la natura, il sentimento e il genio individuale in aperta polemica con il razionalismo illuministico. In quel periodo, tra il 1773 e il 1775, compose la prima bozza del Faust, nota come Urfaust («Faust originario»).

Nel 1775 si trasferì a Weimar, chiamato alla corte del duca Carlo Augusto di Sassonia-Weimar: vi rimase per tutta la vita, ricoprendo incarichi politici e amministrativi di rilievo. Il viaggio in Italia tra il 1786 e il 1788 segnò una svolta decisiva verso il classicismo di Weimar, un ideale di equilibrio formale e armonia ispirato all'antichità greco-latina. Dal 1794 strinse una profonda amicizia intellettuale con Friedrich Schiller, che stimolò in modo determinante la ripresa e il completamento del Faust.

Le origini della leggenda faustiana

Il protagonista dell'opera non è un'invenzione pura. Alla sua base si trova la figura storica di Johannes Georg Faust (Knittlingen, circa 1480 – Staufen, circa 1540), un personaggio realmente vissuto nella Germania del Cinquecento, noto come alchimista, mago e ciarlatano itinerante. Le cronache dell'epoca lo descrivono come un uomo controverso, più volte espulso da diverse città, capace di sfruttare la propria reputazione soprannaturale a fini personali. Già in vita cominciarono a formarsi attorno a lui leggende straordinarie, tra cui quella del patto con il demonio in cambio di sapere e potere.

La leggenda fu raccolta e sistematizzata nel Historia von D. Johann Fausten (1587) di Johann Spies, il primo testo letterario a narrarla in modo organico. Da lì si diffuse in tutta Europa: il drammaturgo inglese Christopher Marlowe ne trasse il Doctor Faustus (rappresentato intorno al 1592), opera che influenzò a sua volta le tradizioni teatrali popolari tedesche da cui il giovane Goethe attinse.

La lunga gestazione dell'opera

Goethe lavorò al Faust per oltre sei decenni, tornandovi a più riprese e in stagioni intellettuali diverse, il che rende l'opera un documento unico della sua intera evoluzione artistica.

  • Urfaust (1773–1775): la prima stesura manoscritta, mai pubblicata in vita dall'autore e ritrovata solo nel 1887. Contiene già i nuclei fondamentali della storia di Faust e Margherita, in un linguaggio ancora vicino allo Sturm und Drang.
  • Faust, ein Fragment (1790): una versione parziale pubblicata come parte delle opere complete di Goethe, che anticipa la Prima parte senza tuttavia completarla.
  • Faust. Der Tragödie erster Teil (1808): la Prima parte della tragedia, pubblicata nella sua forma definitiva. È la sezione più rappresentata e conosciuta, incentrata sul patto con Mefistofele e sulla tragica vicenda di Margherita (Gretchen).
  • Faust. Der Tragödie zweiter Teil (1832): la Seconda parte, terminata da Goethe nel 1831, pochi mesi prima della morte, e pubblicata postuma nell'anno stesso del suo decesso. Molto più complessa e allegorica della prima, si apre alle dimensioni del mito classico, della storia e del simbolismo cosmologico.

Nella sua forma integrale l'opera conta 12.111 versi, scritti in forme metriche diverse — dal verso libero alla terzina dantesca, dal metro madrigalesco all'alessandrino — a rispecchiare i diversi registri tematici e temporali del testo.

Trama e temi principali

La Prima parte si apre con un prologo in cielo in cui Dio e Mefistofele scommettono sull'anima di Faust: il diavolo sostiene che riuscirà a sedurlo e corrompere il dotto insoddisfatto. Faust, stanco della scienza senza senso e assetato di esperienza totale, accetta il patto: Mefistofele gli offrirà ogni piacere mondano in cambio della sua anima, qualora Faust dichiari di essere soddisfatto di un momento. Ringiovanito magicamente, Faust si innamora di Margherita (Gretchen), una giovane innocente, la cui vita viene distrutta dalle conseguenze di quella relazione: ella uccide il figlio neonato e muore in prigione.

La Seconda parte amplia radicalmente la prospettiva: Faust viaggia attraverso la storia, incontra Elena di Troia (simbolo della bellezza classica), partecipa alle lotte politiche di un impero medievale, conquista terre dal mare. Alla fine, cieco e ormai anziano, immagina una grande opera di bonifica per il bene dell'umanità: in quel momento pronuncia le parole del patto, ma Mefistofele non riesce a reclamare la sua anima perché l'impulso creativo e il desiderio del bene redimono Faust, che viene accolto in cielo.

I grandi temi dell'opera — la brama di conoscenza assoluta, il limite dell'umano, il male come forza motrice della storia, la redenzione attraverso l'amore e l'azione — hanno fatto del Faust un testo archetipico della modernità occidentale.

Fortuna e influenza culturale

Fin dalla pubblicazione della Prima parte nel 1808, il Faust godette di un successo straordinario in tutta Europa. Divenne una delle opere più tradotte al mondo e ispirò un numero vastissimo di rielaborazioni in ogni forma artistica: l'opera lirica (tra cui il Faust di Charles Gounod del 1859 e la Damnation de Faust di Hector Berlioz), la musica sinfonica (la Faust-Symphonie di Franz Liszt), la pittura romantica, il teatro e, in età più recente, il cinema e la narrativa. Thomas Mann scrisse nel 1947 il romanzo Doktor Faustus, reinterpretando il mito in chiave di critica alla Germania nazionalsocialista.

In ambito letterario il termine «patto faustiano» è entrato nel linguaggio comune per indicare qualsiasi accordo in cui si cede qualcosa di essenziale — valori, coscienza, anima — in cambio di potere o successo immediato.

Domande frequenti

Chi ha scritto il Faust?

Il Faust fu scritto da Johann Wolfgang von Goethe (1749–1832), il più grande scrittore di lingua tedesca. Goethe lavorò all'opera per circa sessant'anni, dal 1773 al 1831.

Quando fu pubblicato il Faust di Goethe?

La Prima parte fu pubblicata nel 1808. La Seconda parte fu completata nel 1831 e pubblicata postuma nel 1832, anno della morte di Goethe.

Il personaggio di Faust è esistito davvero?

Sì. Alla base del mito vi è Johannes Georg Faust, un alchimista e mago ciarlatano vissuto in Germania tra il 1480 e il 1540 circa. Attorno a lui si sviluppò la leggenda del patto col diavolo, poi elaborata letterariamente da Marlowe, Goethe e altri.

Quante parti ha il Faust di Goethe?

L'opera è divisa in due parti. La Prima parte (1808) è la più nota e rappresentata; la Seconda parte (1832), più complessa e allegorica, fu pubblicata dopo la morte dell'autore. L'opera completa conta 12.111 versi.

Qual è il tema centrale del Faust?

Il tema centrale è la sete di conoscenza e di esperienza totale dell'uomo moderno, rappresentata dal dotto Faust che cede alla tentazione diabolica pur di superare i limiti umani. L'opera esplora anche il male, il sacrificio, la redenzione e il valore dell'azione al servizio dell'umanità.

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