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Perché San Marino è in Italia e non nell'UE: la storia

Pubblicato 23. maggio 2026 Aggiornato 15. giugno 2026

Perché San Marino è in Italia e non nell'UE?

Guardando una cartina geografica, San Marino appare come una piccola macchia verde incastonata nel cuore dell'Italia, interamente circondata dalla penisola. Eppure questo territorio di appena 61 km² è uno Stato sovrano indipendente, con la propria Costituzione, il proprio Parlamento, i propri passaporti. Come mai San Marino non fa parte dell'Italia, e perché non è entrata nell'Unione Europea? Le risposte si trovano in una storia millenaria di abilità diplomatica, neutralità strategica e accordi intelligenti con i vicini più potenti. Questo articolo spiega tutto, partendo dall'origine del microstato fino agli accordi attuali con Bruxelles.

Le origini storiche di San Marino

La fondazione di San Marino è avvolta nella leggenda, ma la tradizione storiografica la fa risalire al 3 settembre del 301 d.C. Quel giorno, secondo la narrazione tradizionale, un tagliapietre cristiano di nome Marino, originario dell'isola di Rab (nell'attuale Croazia), si rifugiò sul Monte Titano per sfuggire alle persecuzioni dell'imperatore Diocleziano contro i cristiani.

Marino lavorava come scalpellino nelle cave di pietra di Rimini, allora importante città romana. Sul Monte Titano fondò una piccola comunità religiosa e, secondo la leggenda, prima di morire avrebbe lasciato queste parole ai suoi discepoli: "Relinquo vos liberos ab utroque homine", ovvero "Vi lascio liberi dall'uno e dall'altro uomo", riferendosi all'Imperatore e al Papa. Questa frase viene considerata il fondamento spirituale dell'indipendenza sammarinese.

La comunità cresciuta intorno al Monte Titano ottenne gradualmente riconoscimenti formali: nel 1243 fu istituito il sistema dei due Capitani Reggenti, magistratura suprema che governa il paese ancora oggi, eletta ogni sei mesi. È probabilmente la più antica istituzione democratica continua del mondo.

Perché San Marino non fu annessa all'Italia

La domanda che sorge spontanea è: come ha fatto questo piccolissimo territorio a sopravvivere all'unificazione italiana del XIX secolo? La risposta sta in una combinazione di intelligenza diplomatica, buona fortuna e scelte strategiche eccellenti.

Il ruolo di Garibaldi e il Trattato del 1862

Durante il Risorgimento, San Marino svolse un ruolo cruciale per la causa italiana: nel 1849, quando Giuseppe Garibaldi stava tentando di raggiungere Venezia inseguito da quattro eserciti nemici (austriaci, spagnoli, francesi e napoletani), fu proprio San Marino ad offrirgli rifugio e a permettergli di sciogliere le sue truppe in sicurezza. Garibaldi rimase profondamente grato e promise solennemente che non avrebbe mai attentato all'indipendenza sammarinese.

Quella promessa fu mantenuta. Nel 1862, solo un anno dopo la proclamazione del Regno d'Italia, fu firmato il primo Trattato di amicizia e buon vicinato tra il nuovo Stato italiano e la Repubblica di San Marino. L'Italia riconosceva formalmente l'indipendenza sammarinese in cambio di cooperazione e buone relazioni. Quel trattato, aggiornato nel corso dei decenni, è ancora in vigore nella sua forma attuale.

La neutralità durante le guerre mondiali

San Marino dichiarò la propria neutralità durante entrambe le guerre mondiali. Durante la Seconda guerra mondiale, questa neutralità fu messa a dura prova: nel 1944 il territorio fu brevemente occupato dalle truppe tedesche e poi bombardato per errore dagli aerei britannici, che causarono circa 60 vittime civili. Nonostante queste difficoltà, San Marino non fu mai coinvolta direttamente nel conflitto e mantenne la propria sovranità.

Questi episodi di neutralità storica hanno contribuito a consolidare l'identità indipendente del microstato e a legittimare la sua esistenza agli occhi della comunità internazionale.

Il rapporto di San Marino con l'Unione Europea

San Marino non è membro dell'Unione Europea. Questa è la risposta breve. Ma la realtà è molto più sfumata e complessa, perché il microstato intrattiene con l'UE una serie di accordi bilaterali che lo rendono, in molti aspetti pratici, quasi equivalente a un membro.

L'unione doganale del 1991

Il rapporto moderno tra San Marino e l'UE affonda le radici nell'Accordo di cooperazione e unione doganale firmato nel 1991 con la Comunità Economica Europea (CEE), entrato in vigore completo nel 2002 con l'inclusione del settore agricolo. Grazie a questo accordo, San Marino è parte del territorio doganale dell'UE: le merci circolano liberamente tra San Marino e i paesi dell'Unione senza dazi.

Questo significa, concretamente, che se un'azienda sammarinese vuole esportare i propri prodotti in Germania o in Spagna, non incontra barriere doganali. Allo stesso modo, i prodotti europei entrano a San Marino senza tariffe. In pratica, San Marino è inserita nel mercato unico europeo per quanto riguarda le merci, pur non avendo voce in capitolo sulle regole che lo governano.

L'euro e la zecca sammarinese

San Marino utilizza l'euro come valuta ufficiale grazie a un accordo monetario firmato con l'UE nel 2000. Non essendo membro della zona euro in senso stretto, il microstato ha negoziato il diritto di coniare le proprie monete in euro, con le sue effigi e simboli nazionali, entro un limite annuo stabilito. Queste monete sono moneta legale in tutta la zona euro e sono molto ricercate dai collezionisti.

L'accordo monetario prevede anche che San Marino applichi la normativa finanziaria europea (antiriciclaggio, vigilanza bancaria) per garantire la stabilità e la compatibilità del proprio sistema finanziario con quello dell'UE.

Schengen: confini aperti ma non formalmente

San Marino non è formalmente membro dello Spazio Schengen, ma in pratica non esistono controlli ai suoi confini con l'Italia, che è invece membro Schengen. I cittadini europei possono entrare e uscire da San Marino liberamente senza mostrare il passaporto. I cittadini extracomunitari devono invece essere in regola con il visto Schengen per accedere al territorio sammarinese.

Questa situazione è pragmatica: richiederebbe controlli doganali molto complicati imporre una frontiera tra un territorio di 61 km² e il paese che lo circonda completamente.

Il referendum sull'adesione all'UE del 2013

Il rapporto tra San Marino e l'Unione Europea ha avuto un momento cruciale il 20 ottobre 2013, quando si tenne un referendum propositivo sull'avvio di un percorso di adesione all'UE. Il risultato fu ambiguo: una leggera maggioranza dei votanti si espresse a favore dell'adesione, ma il quorum necessario per rendere valido il referendum non fu raggiunto. La proposta fu quindi respinta, almeno formalmente.

Il dibattito sull'adesione all'UE è però ancora aperto nella politica sammarinese. I favorevoli sostengono che l'adesione piena garantirebbe maggiore accesso al mercato unico e ai fondi europei. I contrari temono la perdita di sovranità fiscale, la fine di alcuni vantaggi economici specifici e il rischio di essere sopraffatti da un sistema burocratico molto più grande.

L'accordo di associazione UE-San Marino

Dal 2010, la Commissione Europea e San Marino (insieme ad Andorra e Monaco) stanno negoziando un Accordo di associazione molto più ambizioso rispetto agli accordi esistenti. Questo accordo mira a estendere l'accesso ai mercati europei a servizi e capitali, non solo alle merci, avvicinando ulteriormente San Marino all'UE senza conferirle lo status di membro.

L'accordo di associazione, se firmato, permetterebbe a San Marino di partecipare a programmi europei come Erasmus, Horizon Europe e i fondi strutturali. In cambio, il microstato dovrebbe adottare un corpus molto più ampio di normativa europea (il cosiddetto "acquis communautaire") e accettare il controllo della Corte di Giustizia dell'UE per alcune materie.

La trattativa è ancora in corso e il suo esito dipenderà anche dalla capacità di San Marino di preservare le proprie specificità fiscali e istituzionali in un framework europeo più stringente.

Perché San Marino ha scelto di restare indipendente

Al di là degli accordi tecnici, la vera risposta alla domanda "perché San Marino non è in Italia e non nell'UE" è di natura identitaria e strategica. San Marino ha sempre scelto consapevolmente la propria indipendenza, coltivando un'identità nazionale forte e una tradizione istituzionale unica.

Essere un paese indipendente ha permesso a San Marino di sviluppare nel tempo alcune specificità economiche vantaggiose: un sistema fiscale favorevole, un settore bancario ben regolamentato ma con caratteristiche proprie, e un'industria del turismo che sfrutta proprio l'unicità di visitare il paese più piccolo del mondo con una storia millenaria. Ogni anno decine di migliaia di turisti visitano la Città di San Marino, patrimonio UNESCO, attratti proprio dalla sua eccezionale continuità storica.

San Marino oggi: economia, turismo e specificità

Con una popolazione di poco più di 34.000 abitanti e un PIL pro capite tra i più alti d'Europa, San Marino è uno dei paesi più ricchi del mondo in termini relativi. La sua economia si basa su tre pilastri principali: il turismo, l'industria manifatturiera (ceramiche, tessile, elettronica) e il settore bancario e finanziario.

Il turismo: risorsa principale

Ogni anno San Marino accoglie tra i due e i tre milioni di visitatori, un numero straordinario per un paese di 61 km². La Città di San Marino, capitale storica arroccata sul Monte Titano, è Patrimonio dell'Umanità UNESCO dal 2008 insieme al circostante paesaggio. Le tre torri medievali (Guaita, Cesta e Montale) sono il simbolo più riconoscibile del paese. I visitatori vengono attratti anche dall'acquisto di francobolli e monete da collezione, prodotti tipici sammarinesi molto ricercati.

Il sistema istituzionale unico

San Marino ha mantenuto fino ad oggi il sistema dei due Capitani Reggenti, magistrati supremi eletti dal Consiglio Grande e Generale (il Parlamento) ogni sei mesi. Non possono essere rieletti per tre anni dopo il mandato. Questo sistema, istituito nel 1243, è considerato il più antico sistema democratico continuativo del mondo. San Marino è anche uno dei pochissimi paesi al mondo senza un esercito permanente, affidandosi alla Guardia di Rocca per le funzioni cerimoniali.

La politica estera e i riconoscimenti internazionali

San Marino è membro delle Nazioni Unite dal 1992 e ha ottenuto nel corso degli anni numerosi riconoscimenti internazionali per la propria tradizione di pace, democrazia e rispetto dei diritti umani. Nel 2020 è stato eletto membro del Consiglio dei Diritti Umani dell'ONU, una testimonianza del rispetto di cui gode nella comunità internazionale nonostante le sue dimensioni minuscole.

Domande frequenti

San Marino è considerato un paese extracomunitario?

Dal punto di vista giuridico formale, San Marino è uno Stato terzo rispetto all'Unione Europea, quindi tecnicamente extracomunitario. Tuttavia, grazie all'unione doganale del 1991 (in vigore completo dal 2002), le merci circolano liberamente tra San Marino e l'UE senza dazi. Per i servizi e la libera circolazione delle persone, invece, San Marino mantiene il suo status di paese terzo, con alcune eccezioni pratiche legate alla sua posizione geografica all'interno del territorio italiano.

I cittadini sammarinesi hanno il passaporto europeo?

No. I cittadini della Repubblica di San Marino hanno il passaporto sammarinese, che non è un documento UE. Tuttavia, molti sammarinesi hanno anche la cittadinanza italiana per discendenza o residenza, e possono quindi avere anche un passaporto italiano (e quindi europeo). Il passaporto sammarinese è comunque molto rispettato e permette di viaggiare in numerosi paesi senza visto.

Come mai San Marino usa l'euro se non è nell'eurozona?

San Marino utilizza l'euro in base a un accordo monetario bilaterale firmato con l'Unione Europea nel 2000, prima dell'introduzione fisica delle monete nel 2002. Questo accordo, rinnovato e aggiornato nel 2012, concede a San Marino il diritto di usare l'euro come valuta legale e di coniare un numero limitato di monete con proprie effigi. In cambio, il microstato si impegna ad applicare la normativa bancaria e finanziaria europea.

San Marino paga dazi doganali per esportare nell'UE?

No. Grazie all'unione doganale con l'UE in vigore dal 2002, le merci prodotte a San Marino entrano nel mercato europeo senza dazi. La condizione è che le merci rispettino le regole di origine preferenziale dell'UE e siano conformi agli standard tecnici europei. San Marino applica anche la tariffa doganale comune dell'UE per le importazioni da paesi terzi.

Perché Napoleone non conquistò San Marino?

Nel 1797, durante la campagna d'Italia, Napoleone Bonaparte si avvicinò al territorio di San Marino con il suo esercito. Il reggente sammarinese Antonio Onofri riuscì a ottenere un'udienza con Napoleone e a convincerlo a rispettare la neutralità e l'indipendenza del microstato. Napoleone, ammirato dalla semplicità e dall'antichità della repubblica, non solo rinunciò alla conquista ma offrì a San Marino ulteriori territori (offerta che fu rifiutata). Questo episodio è considerato un capolavoro di diplomazia sammarinese.

San Marino è riconosciuta come paese da tutti gli Stati del mondo?

San Marino è membro delle Nazioni Unite dal 1992 e intrattiene relazioni diplomatiche con la grande maggioranza degli Stati del mondo. È riconosciuta come Stato sovrano dall'Italia, dall'Unione Europea e da tutte le principali potenze internazionali. È anche membro del Consiglio d'Europa, dell'OSCE e di numerose organizzazioni internazionali, a conferma del suo pieno riconoscimento nella comunità internazionale.

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