Dove si trovano le rovine di Pompei: posizione e visita
Le rovine di Pompei si trovano in Campania, la regione del Mezzogiorno d'Italia affacciata sul Mar Tirreno, nella città moderna che porta lo stesso nome: Pompei, comune della Città metropolitana di Napoli, a circa 25 chilometri a sud-est del capoluogo. Il sito giace alle pendici meridionali del Vesuvio, il vulcano ancora attivo che nel 79 d.C. seppellì l'antica città romana sotto una coltre di ceneri, lapilli e materiale piroclastico, preservandola in maniera eccezionale per quasi duemila anni.
Posizione geografica e come raggiungerla
Il Parco Archeologico di Pompei sorge sulla collina di Civita, un pianoro di origine lavica che domina la piana del Sarno. Le coordinate collocano il sito a circa 40,75° N di latitudine e 14,49° E di longitudine. Da Napoli la distanza è di circa 25 km percorribili in 30-40 minuti in automobile tramite l'Autostrada A3 (Napoli–Salerno), uscita Pompei Ovest. Da Roma la distanza è di circa 240 km.
Il sito è raggiungibile anche con i mezzi pubblici: la Circumvesuviana, la rete ferroviaria locale gestita da EAV, collega Napoli a Pompei con le linee Napoli–Sorrento e Napoli–Poggiomarino; la fermata "Pompei Scavi – Villa dei Misteri" è adiacente all'ingresso principale del parco. Pompei si trova inoltre a breve distanza da altre mete turistiche di rilievo: Sorrento (circa 22 km), la Costiera Amalfitana e l'isola di Capri, il che la rende una tappa naturale nell'itinerario di visita della Campania.
La storia del sito: dall'eruzione agli scavi
Fondata probabilmente dagli Osci nel VI secolo a.C., Pompei divenne un fiorente centro commerciale romano prima di essere distrutta dall'eruzione del Vesuvio del 24 agosto 79 d.C. (o, secondo alcune interpretazioni più recenti basate su fonti epigrafiche, il 24 ottobre). L'eruzione di tipo pliniano proiettò miliardi di tonnellate di materiale vulcanico che sommersero la città a un'altezza media di 4-6 metri, causando la morte di migliaia di abitanti per asfissia, crolli e flussi piroclastici.
Le prime esplorazioni sistematiche iniziarono nel 1748 per volere del re Carlo III di Borbone. Gli scavi moderni, condotti con metodi stratigrafici e conservativi, proseguono ininterrottamente. L'intero sito venne iscritto nella lista del Patrimonio dell'Umanità UNESCO nel 1997, assieme alle aree vesuviane di Ercolano e Torre Annunziata.
L'estensione e l'organizzazione del parco
L'area protetta del Parco Archeologico copre circa 66 ettari di superficie scavata, su un totale stimato di 44 ettari ancora da indagare. La città antica è suddivisa in nove regiones (Regio I–IX), secondo la nomenclatura introdotta dall'archeologo Giuseppe Fiorelli nell'Ottocento. All'interno si trovano abitazioni private (domus), terme, templi, teatri, anfiteatro, fori, botteghe e locande (thermopolia). I celebri calchi in gesso delle vittime, ottenuti colando gesso nelle cavità lasciate dai corpi organici decomposti, sono esposti in diversi punti del parco.
Scavi e scoperte recenti
Le ricerche non si sono mai fermate. Da circa tre anni il team guidato dal direttore Gabriel Zuchtriegel conduce scavi sistematici nella Regio IX: nel 2026 i risultati si sono moltiplicati con il rinvenimento di stanze ancora rivestite di intonaco originale, mosaici pavimentali e tracce di pasti interrotti dall'eruzione. Fra le scoperte più recenti figura anche un piccolo santuario domestico con statuine votive in bronzo e terracotta. In precedenza, nella Insula dei Casti Amanti, gli archeologi avevano documentato il legame tra un uomo e il suo animale da compagnia, rimasto sepolto per quasi duemila anni all'interno di un antico panificio.
Nel 2026 è stata completata la mappatura digitale integrale dell'intero sito: oltre 70.000 schede classificano le diverse tipologie di rischio e degrado strutturale. Una web app con supporto di intelligenza artificiale è stata adottata per il monitoraggio continuo delle strutture, segnando una nuova fase nella conservazione preventiva del patrimonio pompeiano.
Visitatori e accesso nel 2026
Nel 2025 il Parco Archeologico di Pompei e i siti periferici hanno registrato complessivamente 4.118.926 visitatori, in lieve flessione rispetto ai 4.177.753 del 2024. Il calo riflette le misure anti-overtourism introdotte a fine 2024, tra cui il biglietto nominativo e un limite massimo di 20.000 presenze contemporanee all'interno del sito.
Il parco è aperto tutto l'anno con orari stagionali: 09:00–17:00 da novembre a marzo e 09:00–19:30 da aprile a ottobre. I biglietti sono acquistabili online sul portale ufficiale del Parco o presso le biglietterie fisiche; la prenotazione anticipata è fortemente consigliata nei mesi di alta stagione. Nei giorni 12, 13 e 14 giugno 2026 il Parco aderisce alle Giornate Europee dell'Archeologia, con apertura straordinaria di cantieri di scavo, laboratori di restauro e depositi di reperti normalmente non accessibili al pubblico.
Domande frequenti
In quale regione italiana si trovano le rovine di Pompei?
Le rovine di Pompei si trovano in Campania, nella Città metropolitana di Napoli, nel comune di Pompei, a circa 25 km a sud-est di Napoli e alle pendici meridionali del Vesuvio.
Come si raggiunge Pompei da Napoli?
Da Napoli si raggiunge Pompei in circa 30-40 minuti in auto tramite l'Autostrada A3 (uscita Pompei Ovest). Con i mezzi pubblici si usa la Circumvesuviana (rete EAV), linea Napoli–Sorrento o Napoli–Poggiomarino, scendendo alla fermata "Pompei Scavi – Villa dei Misteri", adiacente all'ingresso principale del parco.
Quando fu distrutta Pompei?
Pompei fu distrutta dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., probabilmente il 24 agosto o, secondo fonti epigrafiche più recenti, il 24 ottobre dello stesso anno. La città rimase sepolta sotto strati di cenere e lapilli per circa 1.700 anni.
Pompei è un sito UNESCO?
Sì. Le aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata sono state iscritte nella lista del Patrimonio dell'Umanità UNESCO nel 1997.
Quanti visitatori riceve Pompei ogni anno?
Nel 2025 il Parco Archeologico di Pompei ha registrato circa 4,1 milioni di visitatori, posizionandosi tra i siti culturali più frequentati d'Italia e d'Europa.