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Varanasi e le città sacre dell'induismo in India

Pubblicato 3. giugno 2025 Aggiornato 15. giugno 2026

Qual è la città sacra dell'induismo in India?

Nel cuore dell'induismo, alcune città occupano un posto di eccezionale rilevanza spirituale: sono luoghi dove il sacro e il quotidiano si intrecciano in modo indissolubile, mete di pellegrinaggio da millenni e punti di riferimento irrinunciabili per centinaia di milioni di fedeli nel mondo. Tra queste, Varanasi — detta anche Kashi o Benares — è universalmente riconosciuta come la più santa. La tradizione induista identifica tuttavia sette città sacre per eccellenza, le Sapta Puri, il cui pellegrinaggio è considerato un percorso di purificazione e avanzamento spirituale.

Le Sapta Puri: le sette città sante

Il termine sanscrito sapta puri significa letteralmente "sette città". Nei testi classici dell'induismo, i numeri sette hanno una valenza cosmica ricorrente: sette i fiumi sacri, sette i chakra, sette i cavalli del dio solare Surya. Le sette città sacre sono:

  • Varanasi (Uttar Pradesh) — la più sacra, associata a Shiva
  • Ayodhya (Uttar Pradesh) — città natale del dio Rama
  • Mathura (Uttar Pradesh) — luogo di nascita di Krishna
  • Haridwar (Uttarakhand) — "porta degli dèi", dove il Gange entra nella pianura
  • Dwarka (Gujarat) — città in cui Krishna regnò da adulto
  • Ujjain (Madhya Pradesh) — sede del Mahakaleshwar, uno dei dodici jyotirlinga
  • Kanchipuram (Tamil Nadu) — l'unica delle sette nel sud dell'India

Secondo la credenza induista, chi compie il pellegrinaggio a tutte e sette queste città può conseguire il moksha, la liberazione dal ciclo delle rinascite (samsara).

Varanasi: la capitale spirituale dell'India

Varanasi sorge sulla riva sinistra del Gange, nel cuore dell'Uttar Pradesh, a circa 320 chilometri a est di Allahabad. È considerata una delle città a continuità abitativa più antica del mondo: le prime testimonianze di insediamento risalgono al II millennio a.C., e già nel primo millennio a.C. era un importante centro di filosofia vedica, commercio e artigianato, famosa per i suoi tessuti di seta, avorio e sculture.

Per l'induismo, Varanasi è la dimora terrena di Shiva, il dio della distruzione e della rinascita, ed è considerata il centro dell'universo nella cosmologia induista. La credenza fondamentale è che chi muore a Varanasi — e le cui spoglie vengono cremate sui ghat (le gradinate sul fiume) e disperse nelle acque del Gange — ottenga automaticamente la liberazione dal ciclo delle reincarnazioni. Per questo motivo, migliaia di fedeli anziani o malati si recano in città per trascorrervi gli ultimi giorni di vita.

I ghat del Gange

Lungo le rive del Gange a Varanasi si sviluppa un sistema di oltre ottanta ghat, scalinate di pietra che scendono verso il fiume e su cui si svolgono ogni giorno abluzione rituali, cerimonie funebri e preghiere. I più celebri sono:

  • Dashashwamedh Ghat: il più frequentato, dove ogni sera si celebra la spettacolare cerimonia dell'aarti, un rituale di devozione al Gange con fuoco, incenso e canti;
  • Manikarnika Ghat e Harishchandra Ghat: i ghat della cremazione, dove i roghi funebri ardono senza interruzione giorno e notte;
  • Assi Ghat: tradizionalmente frequentato da studiosi e pellegrini, punto di incontro tra la cultura classica e la vita religiosa.

Il tempio Kashi Vishwanath e il corridoio

Il Kashi Vishwanath Mandir è il tempio più importante di Varanasi e uno dei dodici jyotirlinga — i santuari in cui Shiva si è manifestato come colonna di fuoco cosmico. Il complesso ha subito una radicale trasformazione con l'inaugurazione, il 13 dicembre 2021, del corridoio Kashi Vishwanath: un percorso pedonale di 320 metri di lunghezza e 20 di larghezza che collega direttamente il tempio ai ghat del Gange, eliminando i vicoli congestionati che in precedenza rendevano difficile l'accesso. Il progetto ha portato alla riscoperta e al restauro di oltre quaranta templi antichi. Nel 2023, il sito registrava una media di 45.000 pellegrini al giorno.

Ayodhya e il Ram Mandir

Ayodhya, anch'essa in Uttar Pradesh, è venerata come la città natale di Rama, settima incarnazione (avatar) del dio Vishnu e protagonista dell'epopea del Ramayana. La città è al centro di una delle vicende religiose e politiche più rilevanti dell'India contemporanea: sul sito considerato luogo di nascita di Rama sorgeva la moschea Babri Masjid, demolita nel 1992 da una folla di militanti induisti in un episodio che provocò violenze settarie con migliaia di vittime. Dopo decenni di battaglie legali, la Corte Suprema indiana nel 2019 ha assegnato il terreno alle organizzazioni induiste.

Il Ram Mandir — il grande tempio dedicato a Rama — è stato consacrato il 22 gennaio 2024 con una cerimonia presieduta dal primo ministro Narendra Modi. In data 5 giugno 2025 si è tenuta una seconda cerimonia di consacrazione, la Rama Darbara Prana Pratishtha, per il primo piano del complesso. La costruzione dell'intero complesso è stata dichiarata ufficialmente completata il 25 novembre 2025. Il tempio, alto cinquanta metri, è diventato immediatamente uno dei luoghi di pellegrinaggio più visitati dell'India.

Haridwar, Mathura e Ujjain

Haridwar, in Uttarakhand, è il punto in cui il Gange discende dalla pianura dopo aver attraversato l'Himalaya. Il nome significa "porta di Hari" (Vishnu) o "porta di Hara" (Shiva) a seconda dell'interpretazione. È sede del Kumbh Mela, il più grande raduno religioso del mondo, che si tiene ogni dodici anni (con edizioni intermedie a cadenza triennale): nell'edizione del 2021 si radunarono decine di milioni di pellegrini.

Mathura, a circa 150 chilometri a sud di Delhi, è venerata come la città natale di Krishna, ed è affiancata da Vrindavan, il bosco sacro dove il dio trascorse la giovinezza. Le due città formano un circuito di pellegrinaggio (Braj Mandal) con oltre cinquemila templi.

Ujjain, nel Madhya Pradesh, ospita il Mahakaleshwar Jyotirlinga, uno dei più venerati dell'intera India, ed è anch'essa sede del Kumbh Mela nella sua versione chiamata Simhastha, che si tiene ogni dodici anni quando Giove entra nel segno del Leone.

Significato del pellegrinaggio nell'induismo

Nell'induismo il concetto di luogo sacro — tirtha, letteralmente "guado" — indica un punto di passaggio tra il mondo umano e quello divino. Recarsi in pellegrinaggio (yatra) presso questi luoghi non è soltanto un atto devozionale, ma un mezzo per accumulare merito spirituale (punya), purificarsi dal karma negativo e avvicinarsi alla liberazione. Le città sacre assolvono questa funzione in modo privilegiato, sia per la loro storia millenaria sia per la presenza di fiumi sacri — primo tra tutti il Gange — che nella cosmologia induista hanno il potere di purificare corpo e anima.

Domande frequenti

Qual è la città più sacra dell'induismo?

Varanasi (anche chiamata Kashi o Benares) è universalmente considerata la città più sacra dell'induismo. Sorge sulle rive del Gange in Uttar Pradesh ed è associata al dio Shiva. Secondo la credenza induista, morire a Varanasi garantisce la liberazione dal ciclo delle reincarnazioni.

Quante sono le città sacre dell'induismo?

Le principali città sacre sono sette, dette Sapta Puri: Varanasi, Ayodhya, Mathura, Haridwar, Dwarka, Ujjain e Kanchipuram. Visitarle tutte è considerato un percorso di elevata purificazione spirituale.

Cos'è il Kumbh Mela e dove si svolge?

Il Kumbh Mela è il più grande raduno religioso del mondo, dedicato alla purificazione rituale nelle acque sacre. Si svolge a rotazione tra quattro città: Haridwar, Allahabad (Prayagraj), Ujjain e Nashik. L'edizione principale si tiene ogni dodici anni; quella di Prayagraj è la più partecipata.

Cosa è successo ad Ayodhya negli ultimi anni?

Ad Ayodhya è stato costruito il Ram Mandir, il grande tempio dedicato al dio Rama sul sito considerato il suo luogo di nascita. Consacrato il 22 gennaio 2024 con una cerimonia presieduta dal primo ministro Modi, il complesso è stato completato ufficialmente il 25 novembre 2025, diventando uno dei principali luoghi di pellegrinaggio induista.

Cosa sono i ghat di Varanasi?

I ghat sono le gradinate di pietra che scendono verso il Gange a Varanasi. Su di essi si svolgono quotidianamente abluzioni rituali, cerimonie di cremazione e preghiere. I più noti sono il Dashashwamedh Ghat, dove si celebra ogni sera la cerimonia dell'aarti, e i ghat di cremazione Manikarnika e Harishchandra.

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