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Storia della Georgia in breve: dalle origini al 2026

Pubblicato 11. giugno 2025 Aggiornato 15. giugno 2026

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La Georgia (in georgiano Sakartvelo) è uno Stato del Caucaso meridionale affacciato sul Mar Nero, situato al crocevia tra Europa e Asia. La sua storia abbraccia oltre due millenni e mezzo: regni antichi, una precoce adozione del cristianesimo, un'età dell'oro medievale, secoli di dominazioni straniere, l'inclusione nell'Impero russo e poi nell'Unione Sovietica, fino alla riconquista dell'indipendenza nel 1991 e alle profonde tensioni politiche che attraversano il Paese ancora nel 2026. Questa sintesi ripercorre le tappe essenziali utili a comprendere la Georgia di oggi.

Le origini antiche: Colchide e Iberia

Sul territorio della Georgia attuale fiorirono nell'antichità due entità fondamentali. A occidente sorse il regno di Colchide, noto al mondo greco come la terra del Vello d'oro e meta della spedizione degli Argonauti. A oriente si sviluppò il regno di Iberia (Kartli), con capitale Mtskheta. Questi regni furono a lungo contesi tra le grandi potenze del tempo — l'Impero romano e quello persiano sasanide — che si disputarono il controllo strategico del Caucaso.

Una svolta decisiva avvenne nel IV secolo: intorno al 337 d.C. il re Mirian III adottò il cristianesimo come religione di Stato, sotto l'influsso della predicazione di santa Nino. La Georgia divenne così uno dei primi Paesi al mondo a farsi cristiano, e la fede ortodossa rimane tuttora un elemento centrale dell'identità nazionale. Allo stesso periodo risale lo sviluppo dell'alfabeto georgiano, una scrittura originale tra le poche al mondo a non derivare da altri sistemi conosciuti.

L'età dell'oro medievale

Dopo secoli di frammentazione e di pressione araba, i territori georgiani furono unificati a cavallo dell'anno Mille dalla dinastia dei Bagrationi. Il regno raggiunse l'apice sotto Davide IV il Costruttore (1089-1125), che respinse i Selgiuchidi, e soprattutto sotto la regina Tamar (1184-1213), il cui regno coincise con la massima espansione territoriale e con una straordinaria fioritura culturale. A quest'epoca appartiene il poema epico nazionale, Il cavaliere con la pelle di pantera di Shota Rustaveli.

Questa stagione fu interrotta dalle invasioni mongole del XIII secolo e dalle devastanti campagne di Tamerlano. Indebolita e frammentata in regni e principati rivali, dal XVI secolo la Georgia divenne terreno di scontro tra l'Impero ottomano e la Persia safavide, che si spartirono per secoli le sue regioni.

L'annessione russa e la breve indipendenza

Cercando protezione contro le potenze musulmane, nel 1783 il regno georgiano orientale di Kartli-Kakheti si pose sotto il protettorato della Russia con il trattato di Georgievsk. L'Impero russo, tuttavia, annetté progressivamente i territori georgiani a partire dal 1801, abolendo le monarchie locali. La Georgia rimase parte della Russia per oltre un secolo.

Con il crollo dell'Impero zarista, il 26 maggio 1918 nacque la Repubblica Democratica di Georgia, esperienza indipendente di orientamento socialdemocratico. Durò però poco: nel 1921 l'Armata Rossa invase il Paese, che fu incorporato nell'Unione Sovietica. Per decenni la Georgia fu una repubblica sovietica; da Gori, cittadina georgiana, proveniva del resto Iosif Stalin.

L'indipendenza del 1991 e gli anni difficili

Con la dissoluzione dell'URSS, un referendum del 31 marzo 1991 vide il 98% dei votanti favorevole alla restaurazione dell'indipendenza, proclamata il 9 aprile 1991. Il primo presidente, Zviad Gamsakhurdia, fu però rovesciato in pochi mesi da un colpo di Stato, e il Paese precipitò in una guerra civile. Negli stessi anni esplosero i conflitti separatisti in Abcasia e Ossezia del Sud, che sfuggirono al controllo di Tbilisi.

Dal 1995 la guida del Paese passò a Eduard Shevardnadze, ex ministro degli Esteri sovietico, sotto il quale la Georgia conobbe una relativa stabilizzazione ma anche corruzione diffusa e povertà.

La Rivoluzione delle Rose e l'era Saakashvili

Nel novembre 2003, in seguito a elezioni parlamentari giudicate fraudolente, una mobilitazione popolare pacifica — la Rivoluzione delle Rose, dai fiori portati dai manifestanti — costrinse Shevardnadze alle dimissioni. Salì al potere Mikheil Saakashvili, leader giovane e filo-occidentale, eletto presidente nel gennaio 2004.

Saakashvili avviò riforme incisive contro la corruzione e per la modernizzazione dello Stato, orientando con decisione la Georgia verso l'Unione Europea e la NATO. Questa rotta acuì lo scontro con Mosca. Nell'agosto 2008 una breve ma intensa guerra con la Russia sull'Ossezia del Sud si concluse con il riconoscimento russo dell'indipendenza di Abcasia e Ossezia del Sud, regioni tuttora occupate da truppe russe e considerate dalla comunità internazionale territorio georgiano.

Il Sogno Georgiano e la crisi attuale

Dal 2012 il potere è nelle mani del partito Sogno Georgiano (Kartuli Otsneba), fondato dal miliardario Bidzina Ivanishvili. Negli anni il partito ha mantenuto formalmente l'obiettivo europeo ma ha assunto toni sempre più critici verso l'Occidente e conciliatori verso la Russia.

Nel marzo 2022 la Georgia ha presentato domanda di adesione all'UE, ottenendo lo status di Paese candidato nel dicembre 2023. Il percorso si è però bloccato: nel 2024 il governo ha approvato una controversa legge sugli "agenti stranieri", ispirata a un analogo provvedimento russo, che impone a ONG e media finanziati dall'estero di registrarsi come organizzazioni "che perseguono gli interessi di una potenza straniera". La legge ha scatenato alcune delle più imponenti proteste della storia del Paese e ha portato l'UE a sospendere di fatto il processo di adesione nel luglio 2024.

Le elezioni parlamentari del 26 ottobre 2024, vinte da Sogno Georgiano, sono state contestate dall'opposizione per presunti brogli. Nel dicembre 2024 il collegio elettorale ha eletto presidente Mikheil Kavelashvili, ex calciatore (in passato attaccante del Manchester City) noto per la retorica anti-occidentale, mentre la presidente uscente Salome Zourabichvili ne contestava la legittimità. Nel 2026 la Georgia resta così in una fase di profonda polarizzazione: divisa tra l'aspirazione europea di larga parte della popolazione e un governo accusato di derive autoritarie e di riavvicinamento a Mosca, con il negoziato di adesione all'UE ancora congelato.

Domande frequenti

Perché la Georgia si chiama Sakartvelo nella sua lingua?

"Sakartvelo" significa letteralmente "terra dei kartveli", il nome con cui i georgiani designano sé stessi e la propria lingua. Il nome internazionale "Georgia" ha invece un'origine diversa, legata alle lingue europee, e non va confuso con l'omonimo Stato degli USA.

Quando la Georgia è diventata cristiana?

Intorno al 337 d.C. il regno di Iberia adottò il cristianesimo come religione di Stato, rendendo la Georgia uno dei primi Paesi al mondo a convertirsi. La Chiesa ortodossa georgiana resta tuttora centrale nell'identità nazionale.

Cosa fu la Rivoluzione delle Rose?

Fu una mobilitazione popolare pacifica del novembre 2003 che, dopo elezioni giudicate fraudolente, portò alle dimissioni del presidente Eduard Shevardnadze e all'ascesa di Mikheil Saakashvili. Prende il nome dalle rose impugnate dai manifestanti.

Perché Abcasia e Ossezia del Sud sono contese?

Sono due regioni separatiste sfuggite al controllo di Tbilisi dopo i conflitti dei primi anni Novanta. Dalla guerra russo-georgiana del 2008 la Russia ne riconosce l'indipendenza e vi mantiene truppe, ma la comunità internazionale le considera territorio georgiano occupato.

A che punto è l'adesione della Georgia all'Unione Europea nel 2026?

La Georgia ha ottenuto lo status di candidato nel dicembre 2023, ma il processo è stato sospeso di fatto nel 2024 dopo l'approvazione della legge sugli "agenti stranieri" e le contestate elezioni. Nel 2026 il negoziato resta congelato e il Paese è politicamente diviso.

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