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Quale conflitto terminò con la Pace di Nimega del 1678

Pubblicato 1. luglio 2025 Aggiornato 15. giugno 2026

La Pace di Nimega (in francese Paix de Nimègue, in neerlandese Vrede van Nijmegen) è la serie di trattati firmati tra il 1678 e il 1679 nella città olandese di Nimega che pose fine alla Guerra d'Olanda, detta anche guerra franco-olandese, combattuta dal 1672 al 1678. Il trattato principale, sottoscritto il 10 agosto 1678 tra la Francia di Luigi XIV e le Province Unite dei Paesi Bassi, chiuse il conflitto militare più importante del regno del Re Sole prima della guerra dei Nove anni, sancendo l'apogeo della potenza francese in Europa.

La Guerra d'Olanda (1672-1678)

La Guerra d'Olanda fu scatenata da Luigi XIV con l'obiettivo di umiliare e ridimensionare le Province Unite, una repubblica mercantile che ostacolava le ambizioni commerciali ed espansionistiche francesi nei Paesi Bassi spagnoli. Nel 1672 — il celebre Rampjaar o "anno del disastro" per gli olandesi — gli eserciti francesi invasero rapidamente il territorio della Repubblica, arrivando a minacciare Amsterdam. Gli olandesi reagirono aprendo le dighe e allagando vaste zone di campagna (la cosiddetta Hollandse Waterlinie), rallentando così l'avanzata nemica.

Il conflitto, nato come scontro bilaterale, si trasformò presto in una guerra europea. Attorno alle Province Unite, guidate dallo statolder Guglielmo III d'Orange, si formò una coalizione antifrancese comprendente il Sacro Romano Impero, la Spagna e il Brandeburgo. Sul fronte opposto, la Francia poté contare sull'appoggio dell'Inghilterra (almeno nelle fasi iniziali, fino al 1674), della Svezia e del principe-vescovo di Münster. La guerra si estese su più teatri: nei Paesi Bassi spagnoli, nella Franca Contea, lungo il Reno, nel Mediterraneo (con la rivolta di Messina sostenuta dai francesi) e sui mari, dove si distinse l'ammiraglio olandese Michiel de Ruyter.

I trattati di Nimega

Le trattative di pace si svolsero a Nimega a partire dal 1676, con la mediazione inglese. La "Pace di Nimega" non fu un singolo documento, ma un insieme di trattati firmati tra l'agosto 1678 e il dicembre 1679 dalle diverse potenze coinvolte. I principali furono:

  • 10 agosto 1678: trattato tra Francia e Province Unite, che pose fine al conflitto principale.
  • 17 settembre 1678: trattato tra Francia e Spagna, con le cessioni territoriali più rilevanti.
  • 5 febbraio 1679: trattato tra Francia e Sacro Romano Impero.
  • Accordi successivi, fino al 1679, che regolarono le posizioni di Svezia, Brandeburgo e Danimarca.

Le clausole e gli esiti territoriali

La Pace di Nimega fu nel complesso favorevole alla Francia, che ne uscì come potenza egemone del continente. Le condizioni principali furono:

  • La Francia ottenne dalla Spagna la Franca Contea (Franche-Comté), l'Artois e una serie di piazzeforti fortificate nelle Fiandre e nell'Hainaut, tra cui Valenciennes, Cambrai, Bouchain, Condé-sur-l'Escaut, Ypres, Cassel e Bailleul, rafforzando la frontiera settentrionale del regno.
  • Le Province Unite, pur essendo lo scopo originario dell'aggressione, ottennero condizioni relativamente vantaggiose: la Francia restituì la città di Maastricht e il principato d'Orange a Guglielmo III, e accettò di sospendere la tariffa doganale antiolandese del 1667 voluta da Colbert. Gli olandesi conservarono sostanzialmente l'integrità territoriale.
  • La Spagna fu la grande perdente: oltre alla Franca Contea cedette numerose piazzeforti, ma recuperò alcune città come Charleroi, Ath, Oudenaarde e Courtrai, e vide ristabilito il controllo sulla Catalogna e su Messina.
  • La Svezia, alleata sconfitta sul campo dal Brandeburgo, fu in gran parte reintegrata nei suoi possedimenti grazie alla pressione diplomatica francese.

Il significato storico

La Pace di Nimega segnò il momento di massimo prestigio per Luigi XIV: fu proprio dopo questi trattati che il Parlamento di Parigi gli attribuì l'appellativo di Luigi il Grande. La Francia consolidò i propri confini orientali e settentrionali e si impose come arbitro della politica europea. Negli anni immediatamente successivi, Luigi XIV proseguì la sua politica espansionistica con le cosiddette "Camere di riunione" (Réunions), annettendo ulteriori territori in tempo di pace.

Per le Province Unite, la guerra rafforzò la figura di Guglielmo III, che dieci anni dopo, nel 1688, sarebbe diventato re d'Inghilterra con la Gloriosa Rivoluzione, ponendosi alla guida della coalizione antifrancese nelle guerre successive. La Pace di Nimega rappresenta dunque un passaggio cruciale negli equilibri europei tra la Pace di Westfalia (1648) e quella di Rijswijk (1697), nel quadro del lungo confronto tra la Francia borbonica e le altre potenze del continente.

Domande frequenti

Quale guerra terminò con la Pace di Nimega del 1678?

La Pace di Nimega pose fine alla Guerra d'Olanda (o guerra franco-olandese), combattuta dal 1672 al 1678 tra la Francia di Luigi XIV e una coalizione formata dalle Province Unite, dalla Spagna, dal Sacro Romano Impero e dal Brandeburgo.

Chi firmò la Pace di Nimega?

I trattati furono firmati tra il 1678 e il 1679 dalla Francia, dalle Province Unite, dalla Spagna, dal Sacro Romano Impero, dalla Svezia e dal principato di Münster. Il primo e più importante accordo, tra Francia e Province Unite, fu sottoscritto il 10 agosto 1678.

Chi vinse la Guerra d'Olanda?

La Francia ne uscì vincitrice e rafforzata, ottenendo la Franca Contea e diverse piazzeforti fiamminghe. La Spagna fu la maggiore perdente, mentre le Province Unite, bersaglio iniziale dell'attacco, conservarono la propria integrità territoriale.

Perché la Pace di Nimega fu importante per Luigi XIV?

Segnò l'apogeo della potenza francese in Europa: dopo i trattati, Luigi XIV ricevette l'appellativo di "il Grande" e la Francia divenne la principale potenza del continente, con confini ampliati e un ruolo di arbitro nella politica europea.

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