Gas tossici nelle guerre: storia e tipi di armi chimiche
I gas tossici, oggi riuniti nella categoria delle armi chimiche, hanno segnato alcuni dei capitoli più drammatici della storia militare. Dall'uso rudimentale di fumi soffocanti nell'antichità fino ai gas nervini del Novecento, queste armi hanno provocato sofferenze atroci e morti di massa, spingendo la comunità internazionale a vietarle. Questo articolo ricostruisce quali gas furono effettivamente impiegati nei principali conflitti, come agivano sul corpo umano e a che punto è il loro smantellamento nel 2026.
Le origini antiche
L'idea di avvelenare l'aria del nemico è antichissima. Durante la guerra del Peloponneso (V secolo a.C.), gli Spartani bruciarono legno impregnato di zolfo e pece sotto le mura di città assediate per generare fumi soffocanti. Ritrovamenti archeologici a Dura-Europos, in Siria, suggeriscono che nel III secolo d.C. i Persiani sasanidi impiegarono fumi di zolfo e bitume contro i difensori romani in una galleria sotterranea. Si trattava però di tecniche occasionali: la guerra chimica su scala industriale è un fenomeno del XX secolo, reso possibile dalla chimica moderna.
La Prima guerra mondiale: l'epoca dei gas
La Grande Guerra è il vero spartiacque. Il 22 aprile 1915, presso Ypres, in Belgio, l'esercito tedesco liberò circa 170 tonnellate di cloro da oltre 5.700 bombole disposte lungo il fronte. La nube verdastra, più densa dell'aria, scivolò nelle trincee provocando più di 1.100 morti e circa 7.000 feriti. Il programma era diretto dal chimico Fritz Haber, premio Nobel. Il cloro attaccava le vie respiratorie causando edema polmonare e soffocamento.
Fosgene e iprite
Il cloro fu presto affiancato da gas più letali. Il fosgene, molto più tossico e quasi inodore, divenne responsabile della maggioranza delle morti da gas del conflitto: agiva in modo subdolo, con sintomi che comparivano anche dopo molte ore. Nel luglio 1917, sempre a Ypres, i tedeschi introdussero l'iprite (gas mostarda), che diede il nome alla città di Ypres stessa. Non è propriamente un gas ma un liquido oleoso vescicante, disperso come fine pioggia di goccioline: penetrava negli indumenti, ustionava la pelle, accecava e devastava i polmoni. Pur non uccidendo in modo immediato come il fosgene, causava ferite atroci e lente da guarire, riempiendo gli ospedali da campo. Si stima che l'intero conflitto abbia causato circa un milione di vittime da gas, di cui decine di migliaia mortali.
L'Italia fascista e l'iprite in Etiopia
Tra le due guerre mondiali, l'episodio più rilevante per la storia italiana è la guerra d'Etiopia (1935-1936). Nonostante il Protocollo di Ginevra del 1925, che vietava l'uso bellico dei gas, l'Italia di Mussolini impiegò massicciamente iprite e fosgene contro l'esercito e la popolazione etiope. A partire dal dicembre 1935, sotto il comando del maresciallo Pietro Badoglio, l'aviazione italiana sganciò bombe da 250 kg di iprite che si aprivano in quota, creando una "pioggia" di gas sui combattenti e sui civili. Furono condotte oltre 130 azioni di bombardamento chimico, e in un'occasione, durante la battaglia dell'Amba Aradam, fu usata anche l'arsina con proiettili d'artiglieria. L'uso dei gas in Etiopia rimane uno dei capitoli più gravi e a lungo rimossi della storia coloniale italiana.
La Seconda guerra mondiale e i gas nervini
Paradossalmente, la Seconda guerra mondiale vide pochissimo uso di gas sui campi di battaglia europei, per timore reciproco di ritorsioni. Fu però l'epoca della scoperta dei gas nervini, una nuova e terribile classe di agenti. Nella Germania nazista, ricercatori della IG Farben guidati dal chimico Gerhard Schrader scoprirono il tabun (1936) e il sarin (1938) mentre cercavano nuovi insetticidi; seguì il soman (1944). Questi composti bloccano un enzima del sistema nervoso, l'acetilcolinesterasi, provocando convulsioni, paralisi e morte in pochi minuti. La Germania produsse almeno 12.000 tonnellate di tabun tra il 1942 e il 1945, ma non lo impiegò mai contro gli Alleati. I gas nervini restarono inutilizzati, anche se la Germania nazista usò il gas tossico Zyklon B (acido cianidrico) non in battaglia, ma nello sterminio sistematico nei campi di concentramento.
Dal dopoguerra alla Siria
Dopo il 1945 le armi chimiche tornarono in alcuni conflitti. Durante la guerra del Vietnam, gli Stati Uniti usarono erbicidi defolianti come l'Agente Arancio (contenente diossina) e gas lacrimogeni come il CS; pur non classificati allora come armi chimiche letali, l'Agente Arancio causò gravi danni alla salute e malformazioni per generazioni. Il caso più grave del secondo Novecento è la guerra Iran-Iraq (1980-1988): il regime di Saddam Hussein impiegò iprite e sarin contro i soldati iraniani e contro i curdi. Il massacro di Halabja (marzo 1988), in cui morirono migliaia di civili curdi per un attacco con gas misti, è uno dei peggiori attacchi chimici della storia.
Più di recente, la guerra civile siriana ha visto ripetuti attacchi con armi chimiche: l'attacco al sarin nella Ghuta (2013), e quelli a Khan Shaykhun e Ltamenah (2017) attribuiti dalle indagini internazionali al governo di Bashar al-Assad, oltre all'uso di cloro come arma improvvisata.
Il quadro nel 2026
Le armi chimiche sono vietate dalla Convenzione sulle armi chimiche del 1993, attuata dall'OPCW (Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche), che nel 2013 ricevette il Premio Nobel per la pace. Nel 2023 l'OPCW ha verificato la distruzione di tutti gli arsenali dichiarati dai 193 Stati membri, pari a oltre 72.000 tonnellate di agenti chimici. La Siria resta il dossier aperto: dopo la caduta del regime di Assad (dicembre 2024), l'OPCW è tornata nel Paese e nel maggio 2026 un team di esperti ha scoperto decine di munizioni chimiche non dichiarate, mentre si indaga su oltre 100 siti potenzialmente legati al vecchio programma. Lo smantellamento completo dell'eredità chimica siriana è una delle priorità del disarmo internazionale nel 2026.
Domande frequenti
Qual è stato il primo gas usato su larga scala in guerra?
Il cloro, impiegato dall'esercito tedesco il 22 aprile 1915 a Ypres, in Belgio. Fu il primo attacco chimico di massa della storia e causò oltre mille morti.
Che cos'è l'iprite o gas mostarda?
È un agente vescicante introdotto nel 1917, in realtà un liquido oleoso disperso come pioggia di goccioline. Ustiona pelle, occhi e polmoni e prende il nome dalla città di Ypres. L'Italia la usò in Etiopia nel 1935-1936.
Quali sono i gas nervini e quando furono scoperti?
Tabun (1936), sarin (1938) e soman (1944) furono scoperti in Germania. Bloccano il sistema nervoso e uccidono in pochi minuti. Furono usati dall'Iraq nella guerra contro l'Iran e in Siria.
Le armi chimiche sono ancora usate oggi?
Sono vietate dalla Convenzione del 1993. Nel 2023 gli arsenali dichiarati sono stati tutti distrutti, ma nel 2026 l'OPCW continua a scoprire e smantellare armi non dichiarate in Siria dopo la caduta del regime di Assad.