Come fu riconquistata Gerusalemme nelle crociate
La storia di Gerusalemme durante le crociate è una vicenda di conquiste e riconquiste successive. La città passò più volte di mano: presa dai crociati cristiani nel 1099, fu riconquistata dal sultano Saladino nel 1187, tornò brevemente sotto controllo cristiano grazie a un trattato diplomatico nel 1229 e cadde definitivamente in mani musulmane nel 1244. A seconda del punto di vista, dunque, "riconquista" può indicare il recupero islamico del 1187 o il temporaneo ritorno cristiano del 1229. Questo articolo ripercorre entrambi gli episodi, inquadrandoli nel contesto delle crociate.
La conquista crociata del 1099
Per comprendere le riconquiste successive bisogna partire dall'inizio. Nel 1095 papa Urbano II lanciò al concilio di Clermont l'appello che diede avvio alla prima crociata. Dopo un lungo cammino attraverso l'Anatolia e la Siria, l'esercito crociato raggiunse Gerusalemme il 7 giugno 1099. La città, allora controllata dai Fatimidi d'Egitto, fu cinta d'assedio per circa cinque settimane.
Sotto la guida di Goffredo di Buglione e Raimondo IV di Tolosa, i crociati superarono le mura il 15 luglio 1099, servendosi di torri d'assedio mobili. La presa della città fu seguita da un massacro feroce della popolazione musulmana ed ebraica, rimasto tristemente celebre nelle cronache dell'epoca. Goffredo rifiutò il titolo di re nella città in cui Cristo era morto, assumendo invece quello di "difensore del Santo Sepolcro". Nacque così il Regno di Gerusalemme, primo e più importante degli Stati latini d'Oriente.
La riconquista di Saladino nel 1187
Gerusalemme rimase cristiana per quasi novant'anni, fino al 1187. La svolta fu opera di Saladino (Salah al-Din), sultano curdo fondatore della dinastia ayyubide, che riunì sotto il proprio comando Egitto e Siria, accerchiando di fatto il regno crociato.
La battaglia di Hattin
L'evento decisivo non fu un assedio, ma una battaglia campale. Il 4 luglio 1187, presso le colline note come i "corni di Hattin", vicino a Tiberiade, Saladino annientò il principale esercito crociato. I cavalieri latini, attirati in una zona arida e privati dell'acqua sotto il sole estivo, furono circondati e schiacciati. La sconfitta fu catastrofica: gran parte della nobiltà del regno fu uccisa o catturata, e con essa andò perduta la reliquia della Vera Croce.
L'assedio e la resa della città
Privato del suo esercito, il Regno di Gerusalemme non aveva più forze sufficienti a difendere le proprie città. Saladino conquistò rapidamente Acri, Giaffa e altri centri, poi pose l'assedio a Gerusalemme dal 20 settembre al 2 ottobre 1187. La difesa, organizzata da Balian di Ibelin, resistette pochi giorni: minate le mura e aperta una breccia, la situazione divenne insostenibile.
La città capitolò il 2 ottobre 1187. A differenza del bagno di sangue del 1099, Saladino mostrò clemenza: consentì agli abitanti cristiani di riscattarsi dietro pagamento e di lasciare la città, lasciò la basilica del Santo Sepolcro nelle mani dei cristiani e garantì in seguito l'accesso ai pellegrini. Questo comportamento contribuì a costruirne la fama di sovrano cavalleresco anche presso gli avversari.
La terza crociata e il fallito recupero
La caduta di Gerusalemme provocò un'enorme eco in Europa e fu la causa diretta della terza crociata (1189-1192), guidata da figure come Riccardo Cuor di Leone, Filippo II di Francia e Federico Barbarossa. I crociati riconquistarono Acri e altre città costiere e Riccardo sconfisse Saladino in più scontri, ma non riuscì mai a riprendere Gerusalemme. La spedizione si chiuse con un compromesso: la città restava musulmana, ma ai pellegrini cristiani era garantito l'accesso ai luoghi santi.
Il ritorno cristiano del 1229: la crociata diplomatica
Il recupero cristiano di Gerusalemme avvenne, paradossalmente, senza una battaglia. Durante la sesta crociata (1228-1229), l'imperatore Federico II di Svevia ottenne la città non con le armi ma con la diplomazia. Sfruttando le rivalità interne al mondo ayyubide, negoziò con il sultano d'Egitto al-Malik al-Kamil, nipote di Saladino.
Il 18 febbraio 1229 fu firmata la Pace di Giaffa. L'accordo restituiva ai cristiani Gerusalemme, Betlemme, Nazareth e i villaggi lungo il percorso che collegava la costa alla Città Santa, stabilendo una tregua di dieci anni. La spianata delle moschee, con la Cupola della Roccia, restava ai musulmani, che vi mantenevano il diritto di preghiera. Fu l'unica crociata risolta pacificamente e, pur senza spargimento di sangue, ottenne risultati territoriali che le spedizioni armate avevano mancato. Federico II, allora scomunicato, si autoincoronò nella basilica del Santo Sepolcro.
La perdita definitiva del 1244
Il successo di Federico II fu effimero. Il controllo cristiano sulla città era fragile, garantito più da un trattato che da una difesa solida. Nel 1244 Gerusalemme fu saccheggiata e occupata dai Corasmi, guerrieri turchi alleati dell'Egitto ayyubide. La città non sarebbe più tornata sotto dominio cristiano nel corso del Medioevo. Le crociate successive, comprese quelle di Luigi IX di Francia, si concentrarono sull'Egitto e sulla difesa delle restanti piazzeforti costiere, fino alla caduta di Acri nel 1291 che segnò la fine degli Stati latini d'Oriente.
Domande frequenti
Chi riconquistò Gerusalemme ai crociati?
Fu il sultano Saladino, fondatore della dinastia ayyubide, a riconquistare Gerusalemme ai crociati cristiani il 2 ottobre 1187, dopo aver annientato l'esercito del Regno di Gerusalemme nella battaglia di Hattin (4 luglio 1187).
In che anno Saladino prese Gerusalemme?
Saladino conquistò Gerusalemme nel 1187. L'assedio della città durò dal 20 settembre al 2 ottobre 1187 e si concluse con la resa negoziata dei difensori cristiani.
Come tornò Gerusalemme ai cristiani dopo Saladino?
Gerusalemme tornò temporaneamente ai cristiani nel 1229, durante la sesta crociata, grazie alla Pace di Giaffa negoziata dall'imperatore Federico II con il sultano al-Malik al-Kamil. Fu un recupero diplomatico, ottenuto senza combattere.
Perché Saladino fu considerato clemente?
Quando conquistò Gerusalemme nel 1187, Saladino non ordinò massacri, ma permise ai cristiani di lasciare la città dietro riscatto e tutelò i luoghi sacri, in netto contrasto con il sanguinoso saccheggio compiuto dai crociati nel 1099.
Quando Gerusalemme fu persa definitivamente dai crociati?
Gerusalemme fu persa definitivamente nel 1244, quando venne saccheggiata dai Corasmi, alleati dell'Egitto. Da allora non tornò più sotto controllo cristiano durante l'epoca delle crociate.