Accendere il camino nel 2026: regole, divieti e zone climatiche
La possibilità di accendere un camino in Italia nel 2026 dipende da tre fattori principali che si sovrappongono: la zona climatica del comune di residenza, la classe emissiva dell'apparecchio, e l'eventuale presenza di ordinanze temporanee anti-inquinamento. Con la stagione di riscaldamento 2025-2026 conclusa per la maggior parte d'Italia entro il 15 aprile 2026, chiunque voglia accendere un caminetto in piena estate si trova già al di fuori del periodo autorizzato — salvo trovarsi in zona F o disporre di un impianto adibito a usi non di riscaldamento. Di seguito una guida sistematica alle norme vigenti.
Le zone climatiche e il calendario della stagione di riscaldamento
Il decreto del Presidente della Repubblica n. 412/1993 divide il territorio italiano in sei zone climatiche (dalla A alla F), ciascuna con date di accensione e spegnimento degli impianti termici e con un limite massimo di ore di funzionamento giornaliero. Le zone e i rispettivi periodi autorizzati per la stagione 2025-2026 sono:
- Zona A (es. Lampedusa, Porto Empedocle): dal 1° dicembre al 15 marzo – massimo 6 ore al giorno
- Zona B (es. Agrigento, Catania, Palermo): dal 1° dicembre al 31 marzo – massimo 8 ore al giorno
- Zona C (es. Napoli, Bari, Cagliari): dal 15 novembre al 31 marzo – massimo 10 ore al giorno
- Zona D (es. Firenze, Genova, Roma): dal 1° novembre al 15 aprile – massimo 12 ore al giorno
- Zona E (es. Milano, Torino, Bologna, Venezia, Perugia): dal 15 ottobre al 15 aprile – massimo 14 ore al giorno
- Zona F (es. Belluno, Cuneo): nessuna limitazione stagionale
Poiché l'ultima data utile per le zone A-E è il 15 aprile 2026, a partire da quella data e fino all'autunno è vietato l'uso del camino come sistema di riscaldamento in quasi tutto il Paese. I singoli comuni possono derogare, in entrambe le direzioni, prolungando o anticipando il fermo, purché l'eventuale utilizzo avvenga per non più della metà delle ore giornaliere massime consentite dalla normativa nazionale.
La classe emissiva: le stelle che determinano se un camino è legale
Indipendentemente dal calendario stagionale, le regioni del Bacino Padano — Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna — hanno introdotto restrizioni strutturali basate sulla classe emissiva degli apparecchi a biomassa legnosa, espressa in un sistema a stelle (da 1 a 5).
Lombardia
Dal 2026 la Regione Lombardia vieta l'uso di generatori di calore alimentati a biomassa con classe emissiva inferiore a 3 stelle nei comuni con più di 30.000 abitanti e nelle zone critiche per la qualità dell'aria. Gli apparecchi di classe 0-2 stelle sono banditi del tutto se l'abitazione è dotata di un impianto di riscaldamento alternativo. Per i nuovi impianti, il requisito minimo sale a 4 stelle.
Veneto
La delibera regionale n. 836/2017 ha stabilito il divieto di installazione per apparecchi con classe inferiore a 4 stelle; l'uso di quelli con classe inferiore a 3 stelle era già vietato nei centri a bassa quota (sotto i 300 m s.l.m.).
Piemonte
Dal 2019 il Piemonte vieta nelle aree sensibili l'uso di stufe e caminetti con potenza inferiore a 35 kW e classe inferiore a 4 stelle. Le aree di pianura e collina applicano le restrizioni più severe.
Emilia-Romagna
Dal 1° gennaio 2026 è vietata l'installazione di nuovi generatori a biomassa con meno di 4 stelle. Quelli già in uso con classe 1-2 stelle non possono essere accesi se è presente un impianto di riscaldamento alternativo funzionante.
Al di fuori del Bacino Padano — ad esempio nelle regioni del Centro-Sud — non vigono attualmente divieti strutturali legati alle classi emissive, ma la normativa nazionale impone comunque standard minimi di efficienza e sistemi di controllo delle emissioni.
Blocchi temporanei per qualità dell'aria
Anche chi possiede un camino di classe 4 o 5 stelle, e si trova nel periodo autorizzato, può trovarsi impossibilitato ad accenderlo durante i cosiddetti episodi acuti di inquinamento. Quando i livelli di PM10 o PM2.5 superano le soglie di allerta, le autorità regionali o comunali possono emettere ordinanze di blocco temporaneo che sospendono l'uso di tutti i generatori a biomassa, indipendentemente dalla loro classe. Questi blocchi vengono comunicati attraverso i bollettini delle ARPA regionali e i siti istituzionali dei comuni. Nella Pianura Padana tali episodi sono frequenti tra novembre e febbraio.
Il combustibile: quale legna è consentita
Non basta avere un apparecchio idoneo: anche il combustibile è soggetto a regole precise. La normativa italiana impone l'uso di legna con un contenuto di umidità non superiore al 25%, corrispondente a legna stagionata per almeno due anni. L'impiego di legno trattato, verniciato, impregnato, o di imballaggi di plastica e carta come accendifuoco non è consentito ed espone a sanzioni specifiche. Le regioni del Bacino Padano raccomandano inoltre il pellet certificato EN Plus A1 o A2 come alternativa con emissioni più basse rispetto alla legna ordinaria.
Camino aperto e camino chiuso: differenze normative
I caminetti aperti — quelli tradizionali senza porta e senza sistema di captazione dei fumi a norma — sono generalmente considerati gli apparecchi più inquinanti e meno efficienti. In molte regioni del Nord sono già esclusi dagli apparecchi "utilizzabili", anche durante la stagione invernale, salvo che non siano l'unico mezzo di riscaldamento presente nell'abitazione. I caminetti chiusi (inserti, stufe-camino con porta in vetro ceramico) sono invece classificabili secondo le classi emissive e, se sufficientemente performanti, rimangono utilizzabili nel rispetto delle norme regionali.
Sanzioni per chi non rispetta le norme
Le sanzioni variano in base alla gravità dell'infrazione e alla regione:
- Accensione fuori stagione o durante un blocco temporaneo: da 100 a 3.000 euro in Emilia-Romagna
- Uso di apparecchi vietati (classe troppo bassa) in Lombardia: da 500 a 5.000 euro
- Violazioni sull'uso di combustibili non conformi: sanzioni autonome previste dalla normativa ambientale nazionale
Domande frequenti
Posso accendere il camino oggi se siamo in estate?
No, salvo rare eccezioni. Per le zone climatiche A-E, che comprendono quasi tutto il territorio italiano, la stagione di riscaldamento 2025-2026 si è conclusa al più tardi il 15 aprile 2026. L'uso del camino come sistema di riscaldamento è quindi vietato fino all'autunno. Soltanto i comuni in zona F (come Belluno o Cuneo) non hanno limitazioni stagionali.
Come faccio a sapere se il mio camino è autorizzato in base alla classe emissiva?
La classe emissiva è indicata sulla targhetta del costruttore o nei documenti tecnici dell'apparecchio. Le stelle vanno da 1 (più inquinante) a 5 (più pulito). Per essere sicuri di rispettare le normative nelle regioni del Bacino Padano nel 2026, il camino dovrebbe essere di almeno 3-4 stelle. Contattare il produttore o un termotecnico abilitato è il modo più affidabile per verificarlo.
Cosa rischio se accendo il camino fuori stagione?
Si rischiano sanzioni amministrative che variano da 100 euro per infrazioni lievi fino a 5.000 euro per utilizzo di apparecchi vietati o violazioni gravi, con possibilità di recidiva. In alcune regioni è prevista anche la segnalazione alle autorità locali da parte dei vigili urbani.
Le regole valgono anche per il camino a gas o bioetanolo?
Le restrizioni stagionali del DPR 412/1993 si applicano a tutti gli impianti termici, inclusi quelli a gas. I caminetti decorativi a bioetanolo o a gel, non connessi a un sistema di distribuzione del calore e privi di canna fumaria, sono generalmente esclusi dalla normativa sugli impianti termici, ma possono essere soggetti a regolamenti edilizi e di sicurezza locali.
Dove si controllano i blocchi temporanei per qualità dell'aria?
I blocchi vengono pubblicati sui siti delle ARPA regionali (es. ARPA Lombardia, ARPA Piemonte, ARPAE Emilia-Romagna) e sui portali istituzionali dei comuni. Molte app meteo integrate con i bollettini della qualità dell'aria segnalano anche lo stato delle eventuali restrizioni attive.