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Quale città indiana è famosa per il commercio di gemme

Pubblicato 19. agosto 2025 Aggiornato 15. giugno 2026

Città
Città · Lalupa · CC BY 3.0 · Wikimedia

La città indiana più celebre per il commercio di gemme è Jaipur, capoluogo dello stato del Rajasthan, conosciuta a livello internazionale come la "capitale mondiale delle pietre colorate". Jaipur è il principale centro per il taglio, la lavorazione e il commercio di rubini, zaffiri, smeraldi e numerose pietre semipreziose, e ospita uno dei mercati di gioielli più antichi e vivaci del subcontinente, il Johari Bazaar. Va però distinta da Surat, nel Gujarat, che domina invece il settore separato del taglio dei diamanti. Nel 2026 entrambe le città restano pilastri dell'industria orafa indiana, ma per le gemme colorate il riferimento resta Jaipur.

Perché Jaipur è il centro delle gemme colorate

Jaipur viene spesso definita la "capitale mondiale delle pietre colorate" perché concentra una filiera completa: importazione del grezzo, taglio, lucidatura, certificazione e vendita all'ingrosso e al dettaglio. La città è uno dei maggiori centri al mondo per il taglio e il commercio dello smeraldo e lavora grandi quantità di rubini, zaffiri, tanzanite e una vasta gamma di pietre semipreziose. Migliaia di artigiani specializzati (i cosiddetti lapidari) continuano a operare nei laboratori cittadini, mantenendo viva una tradizione manifatturiera che rifornisce i mercati del lusso di tutto il mondo.

Il grezzo arriva a Jaipur da ogni continente: lo smeraldo proviene soprattutto dallo Zambia e dal Brasile, mentre la tanzanite — di cui Jaipur è uno dei principali centri di taglio dagli anni Ottanta — giunge dalla Tanzania. Questa capacità di trasformare materiale grezzo importato in pietre tagliate e pronte per il mercato è ciò che ha reso la città un nodo insostituibile del commercio globale di gemme.

Le radici storiche del commercio

La vocazione di Jaipur per le gemme risale alla fondazione della città, nel 1727, ad opera del Maharaja Sawai Jai Singh II. Fin dall'inizio la corte attirò i migliori artigiani — gioiellieri compresi — per produrre manufatti di pregio destinati alla famiglia reale e per fare della città un polo di prodotti di lusso di alta qualità. Nel corso del XIX secolo Jaipur raggiunse una rilevanza globale: nei momenti di massimo splendore vi si lavorava una quota stimata intorno al 75% delle pietre colorate mondiali.

Oggi quella percentuale è molto ridotta, perché altri centri internazionali — in Thailandia, Sri Lanka e Cina — hanno sviluppato proprie capacità di taglio. Tuttavia Jaipur conserva il suo prestigio storico e una posizione di primo piano, soprattutto nella lavorazione dello smeraldo e nelle pietre colorate di fascia alta.

Il Johari Bazaar e i mercati cittadini

Il cuore commerciale di Jaipur è il Johari Bazaar, letteralmente il "mercato dei gioiellieri", una strada storica della città vecchia dove si concentrano botteghe di gemme, oro e gioielli tradizionali. Accanto a esso operano altri quartieri e mercati specializzati nella compravendita all'ingrosso di pietre sciolte. Qui convivono il commercio rivolto ai turisti e quello professionale tra grossisti, tagliatori ed esportatori, che movimenta volumi ben più consistenti.

Jaipur è inoltre rinomata per il kundan e il meenakari, tecniche tradizionali di incastonatura e smaltatura che uniscono le gemme all'oreficeria artigianale, contribuendo alla fama della città come destinazione per gioielli unici.

Jaipur e Surat: due specializzazioni diverse

Per evitare confusione è importante distinguere i ruoli delle principali città indiane del settore. Mentre Jaipur è il riferimento per le pietre colorate, Surat è universalmente nota come la "Diamond City" dell'India: vi si taglia e lucida una quota stimata intorno al 90% dei diamanti grezzi mondiali. Mumbai, dal canto suo, è il principale centro finanziario, di esportazione e di commercio dei diamanti lavorati, oltre che sede di importanti istituzioni di settore. Anche Ahmedabad partecipa alla filiera della lavorazione.

In sintesi: chi cerca la città indiana delle gemme colorate deve guardare a Jaipur; chi cerca quella dei diamanti deve guardare a Surat e Mumbai.

Il contesto dell'industria indiana nel 2026

Il comparto gemme e gioielli rappresenta una delle voci più importanti dell'export indiano. A coordinare e promuovere il settore è il Gem and Jewellery Export Promotion Council (GJEPC), l'ente ufficiale che riunisce produttori, tagliatori ed esportatori e che regola la registrazione delle imprese del comparto. La presenza di un organismo nazionale strutturato testimonia il peso economico dell'industria, in cui Jaipur svolge un ruolo determinante per il segmento delle pietre colorate.

Domande frequenti

Qual è la città indiana più famosa per le gemme?

Jaipur, nel Rajasthan, è la città indiana più famosa per il commercio di gemme colorate ed è conosciuta come la "capitale mondiale delle pietre colorate", specializzata in rubini, zaffiri, smeraldi e tanzanite.

Qual è la differenza tra Jaipur e Surat?

Jaipur è il principale centro indiano per il taglio e il commercio delle pietre colorate, mentre Surat è la "Diamond City" che lavora circa il 90% dei diamanti grezzi del mondo. Si tratta di due specializzazioni distinte.

Cos'è il Johari Bazaar?

È lo storico mercato dei gioiellieri di Jaipur, situato nella città vecchia, dove si concentrano negozi di gemme, oro e gioielleria tradizionale, frequentati sia da turisti sia da operatori professionali del settore.

Da dove provengono le gemme lavorate a Jaipur?

Il grezzo arriva da tutto il mondo: lo smeraldo soprattutto da Zambia e Brasile, la tanzanite dalla Tanzania, oltre a rubini e zaffiri di varie origini. A Jaipur le pietre vengono tagliate, lucidate e commercializzate.

Jaipur lavora ancora la maggior parte delle gemme mondiali?

No. Nel XIX secolo arrivava a lavorare circa il 75% delle pietre colorate del mondo, ma oggi questa quota è molto ridotta a causa della concorrenza di centri in Thailandia, Sri Lanka e Cina. Jaipur resta comunque un polo di primo piano, in particolare per lo smeraldo.

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