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Guerra del Kippur 1973: Egitto e Israele, cause e conseguenze

Pubblicato 23. maggio 2026 Aggiornato 15. giugno 2026

Guerra del Kippur 1973: Egitto e Israele, cause e conseguenze

Il 6 ottobre 1973, nel giorno più sacro del calendario ebraico, le armate egiziane e siriane lanciarono un attacco a sorpresa contro Israele, aprendo uno dei conflitti più intensi e geopoliticamente rilevanti del dopoguerra. La Guerra del Kippur, nota nel mondo arabo come Guerra del Ramadan, durò appena tre settimane ma scosse l'equilibrio mediorientale, ridefinì le relazioni tra le superpotenze e scatenò una crisi petrolifera che cambiò l'economia globale per un decennio.

Le radici del conflitto: dalla Guerra dei Sei Giorni al 1973

Per comprendere la Guerra del Kippur è indispensabile risalire alla Guerra dei Sei Giorni del giugno 1967, nella quale Israele aveva inflitto una sconfitta fulminea e umiliante alle coalizioni arabe guidate da Egitto, Siria e Giordania. In sei giorni di combattimenti, l'esercito israeliano aveva conquistato la penisola del Sinai e la Striscia di Gaza dall'Egitto, la Cisgiordania dalla Giordania e le alture del Golan dalla Siria.

Questi territori rimanevano sotto occupazione israeliana nel 1973, nonostante la Risoluzione 242 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU invitasse Israele a ritirarsi dai territori occupati. Per l'Egitto, la perdita del Sinai era una ferita aperta: non solo strategica e territoriale, ma profondamente simbolica. Per la Siria, le alture del Golan rappresentavano un bastione difensivo di importanza vitale.

Anwar Sadat e la preparazione dell'attacco

Quando Anwar Sadat assunse la presidenza dell'Egitto dopo la morte di Nasser nel 1970, ereditò un paese umiliato dalla sconfitta del 1967 e stretto tra il peso delle spese militari e le aspettative di riscatto. Sadat capì che la via diplomatica era bloccata: Israele non aveva alcun incentivo a restituire il Sinai, forte com'era della superiorità militare dimostrata nel 1967 e del supporto americano.

La decisione di fare ricorso alla guerra non era dettata dall'illusione di distruggere Israele, ma da una logica politica più sottile: rompere lo stallo diplomatico attraverso uno shock militare che costringesse le grandi potenze a riaprire il negoziato. Sadat coordinò la pianificazione con il presidente siriano Hafez al-Assad, con cui condivideva gli obiettivi immediati, pur differendo sulle priorità strategiche di lungo periodo.

La scelta della data: Yom Kippur e Ramadan

La scelta del 6 ottobre 1973 fu deliberatamente calcolata per massimizzare l'effetto sorpresa. In quel giorno cadeva Yom Kippur, il Giorno dell'Espiazione, la festività più solenne del calendario ebraico: la maggior parte dei soldati israeliani era a digiuno e in preghiera, le comunicazioni erano ridotte al minimo, e molti riservisti erano lontani dalle basi. Cadeva anche durante il mese islamico del Ramadan, circostanza che avrebbe potuto ridurre la combattività araba ma che in realtà aumentò la motivazione religiosa delle truppe.

Lo svolgimento della guerra: dalla sorpresa alla controffensiva

Alle 14:00 del 6 ottobre, migliaia di pezzi di artiglieria egiziani aprirono il fuoco sulla Linea Bar-Lev, il sistema difensivo israeliano lungo il Canale di Suez. Simultaneamente, la Siria lanciava la propria offensiva sulle alture del Golan. L'effetto sorpresa fu totale.

Il fronte del Sinai: l'attraversamento del Canale di Suez

L'operazione egiziana sul Canale di Suez fu un capolavoro di pianificazione militare. In poche ore, le truppe egiziane attraversarono il canale con l'ausilio di pontoni e gommoni, sfidando le difese israeliane. Un problema tecnico cruciale era la linea di sabbia sulla riva orientale, alta fino a 20 metri: gli ingegneri egiziani la superarono utilizzando potenti pompe ad acqua per erodere i cumuli di sabbia, aprendo varchi per il passaggio dei carri armati.

Nei primi giorni, l'avanzata egiziana fu irresistibile:

  • La Linea Bar-Lev, considerata inespugnabile dagli israeliani, fu travolta in poche ore
  • Cinque divisioni egiziane attraversarono il canale e stabilirono teste di ponte sulla riva orientale
  • I missili anticarro Sagger e i missili antiaerei SA-6 inflissero pesanti perdite ai carri armati e agli aerei israeliani
  • L'aviazione israeliana, normalmente dominante, fu inizialmente bloccata dalla fitta copertura missilistica

Il fronte del Golan: la difesa israeliana

Sul Golan, la situazione per Israele fu ancora più critica nelle prime ore. Le forze siriane avanzarono con centinaia di carri armati, travolgendo le difese israeliane in diversi punti. In alcuni momenti, unità siriane si trovarono a pochi chilometri dalla pianura della Galilea, aperta e indifesa.

La tenuta israeliana sul Golan fu garantita dalla resistenza eroica di piccole unità corazzate, come quella del tenente colonnello Avigdor Kahalani nella "Valle delle Lacrime" (Emek HaBakha), dove un pugno di carri armati israeliani fermò per ore l'avanzata di centinaia di blindati siriani. Questa resistenza guadagnò il tempo necessario per la mobilitazione dei riservisti.

La controffensiva israeliana

Dopo i primi giorni di crisi, Israele cominciò a mobilitare le sue riserve, attivando il massiccio sistema di richiamo che aveva sviluppato proprio per far fronte a situazioni di emergenza. Gli Stati Uniti, allarmati dai rifornimenti sovietici all'Egitto e alla Siria, avviarono l'Operazione Nickel Grass, un ponte aereo che portò in Israele migliaia di tonnellate di materiale bellico.

Sul Golan, la controffensiva israeliana fu rapida ed efficace. Entro il 10 ottobre, le forze siriane erano state ricacciate oltre le linee del giugno 1967 e i carri armati israeliani si avvicinavano a Damasco. Sul Sinai, la situazione era più complessa: le truppe egiziane rimasero inizialmente a ridosso del canale, coperte dai loro missili antiaerei, ma quando avanzarono oltre questa ombrella protettiva subirono perdite devastanti.

Il momento decisivo sul fronte egiziano fu l'attraversamento del Canale da parte israeliana, guidato dal generale Ariel Sharon. Il 15-16 ottobre, forze israeliane riuscirono a infiltrarsi tra la Seconda e la Terza Armata egiziana, attraversare il canale in direzione opposta e attestarsi sulla riva africana, minacciando di accerchiare la Terza Armata. Quando il cessate il fuoco entrò in vigore il 22-24 ottobre, un contingente di 30.000 soldati egiziani era completamente circondato.

L'intervento delle superpotenze e il cessate il fuoco

La Guerra del Kippur non fu solo un conflitto regionale: fu anche una pericolosa prova di forza tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Entrambe le superpotenze rifornirono i propri alleati con ponti aerei di materiale bellico, rischiando di essere trascinate in un confronto diretto.

Quando la Terza Armata egiziana si trovò in pericolo di distruzione totale, l'URSS minacciò di intervenire militarmente per salvarla. Nixon e Kissinger, per evitare lo scontro diretto, misero le forze americane in stato di allerta (DEFCON 3) e fecero pressione su Israele perché accettasse il cessate il fuoco, concordato con i sovietici al Consiglio di Sicurezza dell'ONU con le Risoluzioni 338 e 339.

La crisi petrolifera del 1973: la guerra continua sull'economia mondiale

Contemporaneamente agli scontri militari, i paesi produttori di petrolio arabi lanciarono un'altra arma: l'embargo petrolifero. Il 17 ottobre 1973, i membri arabi dell'OPEC (Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio) decisero di ridurre la produzione del 5% al mese e di imporre un embargo totale ai paesi considerati filo-israeliani, in primo luogo gli Stati Uniti e i Paesi Bassi.

L'impatto dell'embargo sull'economia globale

L'effetto fu immediato e devastante. Il prezzo del petrolio passò da 3 dollari al barile all'inizio di ottobre 1973 a 11,65 dollari entro dicembre, un aumento di quasi quattro volte in pochi mesi. Questa "prima crisi petrolifera" scatenò una serie di conseguenze a cascata:

  • Recessione nei paesi industrializzati, combinata con inflazione elevata (stagflazione), un fenomeno inedito che mise in crisi le teorie economiche keynesiane dominanti
  • Le "domeniche a piedi" in molti paesi europei, tra cui l'Italia, dove le automobili furono fermate per risparmiare carburante
  • Il prezzo della benzina negli USA raddoppiò, con lunghe code ai distributori
  • I paesi in via di sviluppo non produttori di petrolio furono colpiti duramente e si indebitarono pesantemente
  • L'embargo accelerò gli investimenti nelle energie alternative e nell'efficienza energetica

L'Italia, paese particolarmente dipendente dalle importazioni di petrolio, subì una delle crisi economiche più acute tra i paesi industrializzati, con un'inflazione che toccò il 20% nel 1974.

Le conseguenze politiche e diplomatiche

La guerra del 1973 modificò in modo profondo gli equilibri politici sia in Israele sia nel mondo arabo, aprendo paradossalmente la strada alla pace.

Le conseguenze in Israele

Nonostante la vittoria militare finale, la guerra fu percepita in Israele come un fallimento dell'intelligence e della leadership militare. L'effetto sorpresa aveva rivelato una pericolosa sottovalutazione del nemico. La Commissione Agranat, istituita per indagare sulle responsabilità, portò alle dimissioni del Capo di Stato Maggiore David Elazar e al discredito di altri alti ufficiali.

Il governo di Golda Meir, travolto dalle polemiche, si dimise nel 1974. Nelle elezioni del 1977, il Partito Laburista, che aveva governato Israele fin dalla fondazione dello Stato, fu sconfitto dal Likud di Menachem Begin, segnando una svolta storica nella politica israeliana.

Il percorso verso la pace: gli Accordi di Camp David

La guerra aprì paradossalmente la strada alla pace tra Egitto e Israele. Sadat aveva raggiunto il suo obiettivo politico: il parziale successo militare egiziano aveva restituito dignità all'Egitto e rotto lo stallo diplomatico. Nel novembre 1977, Sadat compì il gesto storico di recarsi a Gerusalemme e parlare alla Knesset, riconoscendo di fatto l'esistenza di Israele.

Con la mediazione del presidente americano Jimmy Carter, Sadat e Begin firmarono gli Accordi di Camp David nel settembre 1978 e il Trattato di pace egypto-israeliano nel marzo 1979. Israele restituì il Sinai all'Egitto, che in cambio riconosceva lo Stato di Israele. I due leader ricevettero il Premio Nobel per la Pace nel 1978.

La pace con Egitto, però, fu vista come un tradimento dal resto del mondo arabo. L'Egitto fu espulso dalla Lega Araba e Sadat pagò con la vita: fu assassinato nel 1981 da estremisti islamici durante una parata militare.

Domande frequenti

Perché la guerra del 1973 si chiama Guerra del Kippur?

La guerra prende il nome dalla festività ebraica dello Yom Kippur (Giorno dell'Espiazione), che cadeva il 6 ottobre 1973, giorno dell'attacco a sorpresa di Egitto e Siria contro Israele. L'Egitto e la Siria scelsero deliberatamente quella data perché la maggior parte dei soldati israeliani era in digiuno e preghiera, rendendo massimo l'effetto sorpresa. Nel mondo arabo il conflitto è noto come Guerra del Ramadan, dal mese islamico durante il quale si svolse.

Quali erano gli obiettivi di Egitto e Siria nella guerra del 1973?

L'Egitto puntava a riconquistare la penisola del Sinai, perduta nella Guerra dei Sei Giorni del 1967. La Siria voleva recuperare le alture del Golan. L'obiettivo strategico del presidente Sadat non era però distruggere Israele, ma rompere lo stallo diplomatico attraverso uno shock militare che costringesse le grandi potenze a riaprire il negoziato sui territori occupati, obiettivo che in buona misura raggiunse.

Come si concluse militarmente la Guerra del Kippur?

Dopo i successi iniziali arabi, Israele lanciò una poderosa controffensiva. Sul Golan respinse le forze siriane oltre le linee del 1967 e avanzò verso Damasco. Sul Sinai, riattraversò il Canale di Suez e accerchiò la Terza Armata egiziana. Il cessate il fuoco, concordato tra USA e URSS al Consiglio di Sicurezza dell'ONU (Risoluzioni 338-339), entrò in vigore il 22-24 ottobre 1973. Israele conseguì una vittoria militare, ma a costi umani ed economici molto superiori alle attese.

Cos'era l'embargo petrolifero OPEC del 1973 e quali conseguenze ebbe?

Il 17 ottobre 1973, i paesi arabi membri dell'OPEC imposero un embargo petrolifero ai paesi filo-israeliani (USA e Paesi Bassi in particolare) e ridussero la produzione globale. Il prezzo del petrolio quadruplicò in pochi mesi, scatenando la prima grande crisi petrolifera globale. Le conseguenze includono recessione, inflazione (stagflazione), "domeniche a piedi" in Europa e una crisi economica che durò fino alla fine degli anni Settanta, accelerando gli investimenti nelle fonti energetiche alternative.

Come la Guerra del Kippur portò alla pace tra Egitto e Israele?

Paradossalmente, la guerra aprì la strada alla pace. Il relativo successo militare iniziale restituì all'Egitto la dignità perduta nel 1967 e diede a Sadat la legittimità politica per intavolare negoziati. Nel 1977 Sadat si recò a Gerusalemme in un gesto storico di riconoscimento. Con la mediazione americana di Carter, nel 1978-1979 furono firmati gli Accordi di Camp David e il Trattato di pace egiziano-israeliano: Israele restituì il Sinai, l'Egitto riconobbe Israele.

Quali furono le conseguenze politiche interne in Israele dopo la guerra?

L'effetto sorpresa rivelò gravi carenze dell'intelligence e della leadership militare israeliana. La Commissione Agranat porto alle dimissioni del Capo di Stato Maggiore e al discredito di molti alti ufficiali. Il governo di Golda Meir fu costretto a dimettersi nel 1974. Nelle elezioni del 1977, il Partito Laburista, che aveva governato Israele dalla fondazione dello Stato nel 1948, fu sconfitto per la prima volta dal Likud di Menachem Begin, una svolta storica nella politica israeliana.

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