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Storia dello Yemen: dalle origini al conflitto del 2026

Pubblicato 25. giugno 2025 Aggiornato 15. giugno 2026

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Lo Yemen è un Paese del sud della Penisola Arabica con una storia millenaria, segnata da antichi regni mercantili, da una lunga divisione tra nord e sud, da una difficile unificazione e, negli ultimi anni, da uno dei conflitti più gravi del Medio Oriente. Questa sintesi ripercorre le tappe principali della sua storia fino alla situazione del 2026, quando il Paese resta diviso e attraversato dalla peggiore crisi umanitaria al mondo.

Le origini antiche: la terra dell'incenso

Il territorio dell'attuale Yemen fu sede di alcune delle più ricche civiltà dell'Arabia preislamica. A partire dal I millennio a.C. fiorirono regni come quello di Saba (associato nella tradizione alla regina di Saba), insieme ai regni di Ma'in, Qataban e Himyar. La loro prosperità derivava dal controllo delle rotte carovaniere dell'incenso e della mirra, resine pregiate esportate verso il Mediterraneo. Per questa ricchezza i Romani chiamarono la regione Arabia Felix, l'"Arabia felice". La diga di Ma'rib, capolavoro idraulico dell'antichità, simboleggia il livello tecnico raggiunto da quelle società.

L'Islam giunse nello Yemen già nel VII secolo, durante la vita del profeta Maometto, e la regione si convertì rapidamente. Nei secoli successivi vi si affermò in particolare lo zaydismo, una corrente sciita che diede vita a un imamato destinato a governare le zone montuose del nord per oltre mille anni, con varie interruzioni.

Dominazioni ottomane e britanniche

Tra il XVI e il XX secolo lo Yemen fu conteso da potenze esterne. L'Impero ottomano esercitò a più riprese il controllo sul nord, mentre il Regno Unito occupò il porto di Aden nel 1839, trasformandolo in uno scalo strategico lungo la rotta verso l'India e, dopo il 1869, verso il Canale di Suez. Da questa duplice presenza nacque la frattura storica del Paese: un nord legato all'imamato zaydita e un sud organizzato attorno al protettorato britannico di Aden.

Due Stati: Yemen del Nord e Yemen del Sud

Nel XX secolo lo Yemen si divise in due entità distinte. Nel 1962 un colpo di Stato pose fine all'imamato nel nord e proclamò la Repubblica Araba dello Yemen, dopo una guerra civile che coinvolse Egitto e Arabia Saudita su fronti opposti. Nel 1967, con il ritiro britannico, il sud divenne indipendente e adottò un orientamento marxista, dando vita alla Repubblica Democratica Popolare dello Yemen, l'unico Stato apertamente comunista del mondo arabo.

I due Yemen, con sistemi politici opposti, convissero per oltre vent'anni tra tensioni, scontri di confine e tentativi di riavvicinamento.

L'unificazione del 1990 e la guerra del 1994

Il crollo del blocco sovietico, che sosteneva il sud, accelerò il processo di unione. Il 22 maggio 1990 nacque la Repubblica dello Yemen, con capitale Sana'a e con Ali Abdullah Saleh, già presidente del nord, alla guida del nuovo Stato. L'unità si rivelò però fragile: nel 1994 scoppiò una breve guerra civile, in cui i tentativi secessionisti del sud furono sconfitti. Saleh consolidò così un potere personale che avrebbe mantenuto per oltre trent'anni, in un Paese segnato da povertà, corruzione e divisioni tribali.

La rivolta del 2011 e l'inizio dell'instabilità

Nel 2011, sull'onda delle "primavere arabe", vaste proteste popolari costrinsero Saleh a cedere il potere. Nel 2012 il suo vice, Abd Rabbu Mansur Hadi, divenne presidente con il sostegno internazionale e l'incarico di guidare una transizione politica. Il processo, però, non riuscì a soddisfare le aspettative delle diverse componenti del Paese, in particolare del movimento degli Houthi, un gruppo armato zaydita originario del nord, e delle istanze separatiste del sud.

La guerra civile dal 2014

Nel 2014 gli Houthi, alleati a sorpresa con l'ex presidente Saleh, conquistarono la capitale Sana'a e nel 2015 costrinsero il governo Hadi alla fuga. In risposta, una coalizione guidata dall'Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti intervenne militarmente per ripristinare il governo riconosciuto. Ne derivò un conflitto lungo e devastante, con migliaia di raid aerei, blocchi, carestie ed epidemie. Saleh fu ucciso nel 2017 dopo aver rotto con gli Houthi.

La guerra ha assunto i tratti di un confronto regionale: gli Houthi sono sostenuti dall'Iran, mentre la coalizione sunnita appoggia il governo. Sul terreno è emerso anche il Consiglio di Transizione del Sud (STC), movimento separatista appoggiato dagli Emirati, che rivendica l'autonomia delle regioni meridionali.

Lo Yemen nel 2026

Nel 2026 lo Yemen resta un Paese diviso e senza una soluzione politica definitiva. Gli Houthi controllano gran parte del nord-ovest, compresa la capitale Sana'a, mentre le aree restanti sono gestite dal governo riconosciuto e da forze locali. Dopo il cessate il fuoco nazionale del 2022 i fronti erano rimasti relativamente stabili, ma tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026 il sud è stato scosso da una nuova crisi.

Nel dicembre 2025 lo STC ha tentato di prendere il controllo di vaste aree dell'Hadramawt; in risposta, all'inizio del 2026 l'Arabia Saudita ha sostenuto una campagna delle forze alleate al Consiglio di comando presidenziale che ha respinto i separatisti da gran parte delle loro posizioni, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno ritirato le ultime truppe dal Paese. Ne è seguito un rimpasto politico: il capo dello STC, Aidrous al-Zubaidi, è stato sostituito ed è nato un nuovo esecutivo guidato dal primo ministro Shaye' al-Zindani, il più ampio dal 2015.

Sul piano regionale, la tensione è tornata a salire dopo gli attacchi israelo-statunitensi contro l'Iran del febbraio 2026: il 28 marzo gli Houthi hanno ripreso a lanciare missili e droni contro Israele, dopo la pausa seguita alla tregua di Gaza dell'ottobre 2025. Il traffico marittimo nel Mar Rosso non è tornato ai livelli precedenti il 2023. Intanto la crisi umanitaria resta drammatica: il piano di risposta delle Nazioni Unite per il 2026 stima che oltre 22 milioni di persone, circa metà della popolazione, necessitino di assistenza. L'inviato speciale dell'ONU ha ribadito che solo un rinnovato processo politico potrà porre fine al conflitto.

Domande frequenti

Quando si è unificato lo Yemen?

Lo Yemen del Nord e lo Yemen del Sud si sono uniti il 22 maggio 1990, dando vita alla Repubblica dello Yemen con capitale Sana'a. Una guerra civile nel 1994 sconfisse i tentativi secessionisti del sud.

Perché lo Yemen era diviso in due Stati?

La divisione nacque dalle diverse dominazioni: il nord era legato all'imamato zaydita e poi alla Repubblica Araba dello Yemen (1962), mentre il sud, con il porto di Aden, fu protettorato britannico fino al 1967, quando divenne uno Stato a orientamento marxista.

Chi sono gli Houthi?

Gli Houthi sono un movimento armato zaydita (sciita) originario del nord dello Yemen. Nel 2014 hanno conquistato la capitale Sana'a e dal 2026 controllano gran parte del nord-ovest del Paese. Sono sostenuti dall'Iran.

Qual è la situazione dello Yemen nel 2026?

Nel 2026 il Paese resta diviso: gli Houthi controllano il nord-ovest, mentre il sud è stato scosso da scontri tra le forze separatiste dello STC e quelle filogovernative sostenute dall'Arabia Saudita. Oltre metà della popolazione dipende dagli aiuti umanitari.

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