Quando fu fondata la prima colonia penale in Australia
La prima colonia penale britannica in Australia fu fondata il 26 gennaio 1788 a Sydney Cove, nell'insenatura di Port Jackson, sulla costa orientale dell'attuale Nuovo Galles del Sud. In quella data il capitano Arthur Phillip, comandante della cosiddetta Prima Flotta (First Fleet), issò la bandiera britannica e diede avvio all'insediamento che sarebbe diventato la città di Sydney. La proclamazione formale della Colonia del Nuovo Galles del Sud avvenne poco dopo, il 7 febbraio 1788. Quel giorno di gennaio è oggi commemorato come l'Australia Day, la festa nazionale australiana, sebbene la ricorrenza sia da tempo oggetto di un acceso dibattito.
Il contesto: perché la Gran Bretagna aveva bisogno di una nuova colonia penale
Per buona parte del Settecento la Gran Bretagna deportava i propri condannati nelle colonie americane, dove venivano impiegati come manodopera a contratto. La sconfitta britannica nella Guerra d'indipendenza americana (1775-1783) chiuse improvvisamente quella valvola di sfogo: gli Stati Uniti indipendenti non accettavano più i forzati britannici.
Le carceri inglesi, già sovraffollate, raggiunsero il punto di rottura. Le autorità ricorsero a navi-prigione dismesse, le famigerate hulks ormeggiate lungo il Tamigi e nei porti, ma si trattava di una soluzione temporanea e insalubre. Il governo cercò allora una nuova destinazione lontana. Dopo aver valutato anche siti in Africa, la scelta cadde sulla costa orientale dell'Australia, esplorata pochi anni prima, nel 1770, dal capitano James Cook, che ne aveva rivendicato il possesso per la Corona britannica con il nome di New South Wales.
La Prima Flotta: partenza e viaggio
La Prima Flotta salpò da Portsmouth il 13 maggio 1787, sotto il comando di Arthur Phillip, nominato primo governatore della futura colonia. Era composta da undici navi: due vascelli da guerra della Royal Navy (HMS Sirius e HMS Supply), sei navi adibite al trasporto dei detenuti e tre da carico per provviste e attrezzature.
A bordo viaggiavano circa 1.400 persone, tra cui all'incirca 750-780 condannati (uomini e donne), insieme a marinai, soldati di marina (i Royal Marines), funzionari e alcuni familiari. Il viaggio durò poco più di otto mesi, con scali a Tenerife, Rio de Janeiro e Città del Capo per rifornimenti. Considerata l'enorme distanza e le condizioni dell'epoca, la traversata fu un notevole successo logistico: le perdite umane furono relativamente contenute.
Da Botany Bay a Sydney Cove
Le navi raggiunsero Botany Bay tra il 18 e il 20 gennaio 1788. Quel luogo, raccomandato dai resoconti di Cook e del naturalista Joseph Banks, si rivelò però inadatto a un insediamento permanente: l'ancoraggio era poco riparato, il suolo sabbioso e l'acqua dolce scarsa.
Phillip esplorò la costa più a nord e individuò Port Jackson, un'ampia e profonda baia naturale che definì "il miglior porto del mondo". All'interno scelse una piccola insenatura con un corso d'acqua affidabile, che battezzò Sydney Cove in onore di Lord Sydney (Thomas Townshend), all'epoca ministro dell'Interno britannico.
Il 25 gennaio la HMS Supply, con Phillip a bordo, gettò l'ancora a Sydney Cove; il giorno seguente, il 26 gennaio 1788, vi giunsero anche le altre navi. Quel giorno fu issata la bandiera britannica e si tenne un brindisi alla salute del re: è la data convenzionalmente indicata come la fondazione della colonia. La proclamazione ufficiale della Colonia del Nuovo Galles del Sud e dei poteri di governatore di Phillip avvenne formalmente l'11 febbraio successivo (alcune fonti indicano il 7 febbraio per la cerimonia pubblica).
Le altre colonie penali e la fine della deportazione
Sydney non rimase l'unica colonia penale. Già nel 1788 venne occupata l'Isola di Norfolk, nel Pacifico. Nei decenni successivi sorsero altri insediamenti penali, tra cui la Terra di Van Diemen (l'odierna Tasmania) a partire dal 1803-1804, Moreton Bay (nell'attuale Queensland) e, più tardi, l'Australia Occidentale.
Nel complesso, tra il 1788 e il 1868 furono deportati in Australia circa 160.000 condannati. La pratica della deportazione cessò gradualmente: si concluse nel Nuovo Galles del Sud già a metà Ottocento e terminò definitivamente nel 1868, quando l'ultima nave di forzati attraccò in Australia Occidentale. Da quegli insediamenti penali nacque il nucleo della moderna società australiana.
Il significato del 26 gennaio oggi
Il 26 gennaio è celebrato come Australia Day, festa nazionale. Negli ultimi anni, tuttavia, la ricorrenza è diventata sempre più controversa. Per molte popolazioni aborigene e isolane dello Stretto di Torres quel giorno rappresenta non una fondazione, ma l'inizio della colonizzazione, della perdita delle terre e di un lungo periodo di sofferenze; per questo viene spesso chiamato Invasion Day o Survival Day. Nel 2026 il dibattito sull'opportunità di spostare la data della festa nazionale resta vivo nell'opinione pubblica e politica australiana, pur senza che a livello federale sia stata decisa una modifica ufficiale.
Domande frequenti
In quale anno fu fondata la prima colonia penale australiana?
Nel 1788. La Prima Flotta britannica, partita da Portsmouth nel maggio 1787, stabilì l'insediamento penale a Sydney Cove il 26 gennaio 1788.
Dove sorse esattamente il primo insediamento?
A Sydney Cove, all'interno della baia di Port Jackson, nell'attuale Sydney (Nuovo Galles del Sud). La Prima Flotta era sbarcata inizialmente a Botany Bay, ma il sito fu giudicato inadatto e l'insediamento fu spostato più a nord.
Chi fondò la colonia?
Il capitano Arthur Phillip, comandante della Prima Flotta e primo governatore della Colonia del Nuovo Galles del Sud.
Perché la Gran Bretagna deportava i condannati in Australia?
Dopo l'indipendenza degli Stati Uniti, la Gran Bretagna non poteva più inviare i forzati nelle colonie americane. Con le carceri sovraffollate, scelse l'Australia, rivendicata da James Cook nel 1770, come nuova destinazione penale.
Quando finì la deportazione dei condannati in Australia?
Nel 1868, anno in cui l'ultima nave di forzati giunse in Australia Occidentale. In totale furono deportati circa 160.000 condannati tra il 1788 e il 1868.