Chi ha scritto il Leviatano e perché è importante
Il Leviatano (titolo originale Leviathan, or The Matter, Forme and Power of a Common-Wealth Ecclesiasticall and Civill) fu scritto dal filosofo inglese Thomas Hobbes e pubblicato a Londra nel 1651. È considerato uno dei testi fondativi della filosofia politica moderna: in esso Hobbes spiega perché gli esseri umani decidono di sottomettersi a un potere sovrano e su quali basi razionali si regge lo Stato. Il titolo richiama il Leviatano, il mostro marino biblico citato nel Libro di Giobbe, usato come metafora dello Stato: una potenza enorme e artificiale, creata dagli uomini per proteggersi da loro stessi.
Chi era Thomas Hobbes
Thomas Hobbes nacque a Westport, vicino a Malmesbury, nel 1588 e morì nel 1679. Visse in un'epoca segnata da profonde tensioni religiose e politiche, culminate nella guerra civile inglese (1642-1651) tra il re Carlo I e il Parlamento. Questo contesto di violenza, instabilità e disgregazione dell'ordine influenzò in modo decisivo il suo pensiero: la paura del caos e della guerra civile è il filo conduttore di tutta la sua opera. Hobbes scrisse anche altri testi politici rilevanti, tra cui De Cive (1642), ma è con il Leviatano che la sua riflessione raggiunge la forma più completa e sistematica.
Di cosa parla il Leviatano
L'opera è divisa in quattro parti: la natura dell'uomo, lo Stato (la "comunità"), lo Stato cristiano e il "regno delle tenebre", cioè la critica alle false dottrine religiose. Il cuore del ragionamento, però, riguarda il passaggio dallo stato di natura allo Stato civile.
Lo stato di natura e la "guerra di tutti contro tutti"
Hobbes immagina una condizione originaria, lo stato di natura, in cui non esiste alcuna autorità superiore a regolare i rapporti tra gli individui. In assenza di leggi e di un potere comune, gli uomini — mossi dall'istinto di sopravvivenza e dal desiderio — entrano in conflitto permanente. È la celebre condizione del bellum omnium contra omnes, la "guerra di tutti contro tutti", spesso sintetizzata con la formula homo homini lupus ("l'uomo è lupo per l'altro uomo"). In questa situazione, scrive Hobbes, la vita umana è "solitaria, povera, sgradevole, brutale e breve". Non esistono giusto e ingiusto, ma solo la paura costante di una morte violenta.
Il contratto sociale e la nascita dello Stato
Per uscire da questa condizione insostenibile, gli individui stipulano un contratto sociale: rinunciano al loro illimitato diritto su tutte le cose (lo ius in omnia) e lo trasferiscono a un'unica autorità, il sovrano. Questo patto si fonda su alcuni principi razionali — la pace va ricercata, il diritto di ognuno su tutto va limitato, i patti vanno rispettati (pacta sunt servanda) — ed è dettato non da un comando divino, ma dal calcolo razionale degli uomini, che preferiscono la sicurezza al rischio della guerra.
Il potere assoluto del sovrano
Il sovrano che nasce da questo patto — il Leviatano — detiene un potere assoluto e indivisibile. Hobbes sostiene che l'autorità debba essere unica e non frazionabile: dividere il potere significherebbe riaprire la strada al conflitto. Il sovrano controlla le leggi, l'amministrazione della giustizia e persino la sfera religiosa, perché la divisione tra autorità politica e religiosa era stata, per Hobbes, una delle cause delle guerre civili. In cambio, garantisce ai sudditi l'unico bene che davvero conta: la pace e la sicurezza della vita.
Perché il Leviatano è importante
Il Leviatano è importante perché segna una rottura radicale con il pensiero politico precedente e pone le basi di concetti ancora oggi centrali.
- La secolarizzazione del potere. Hobbes fonda la legittimità dello Stato non sul diritto divino dei re, ma sul consenso razionale degli individui. Il potere politico diventa una costruzione umana e artificiale, non un dono di Dio.
- La teoria del contratto sociale. Hobbes inaugura una tradizione di pensiero che attraverserà tutta la modernità. Filosofi come John Locke e Jean-Jacques Rousseau dialogheranno e si confronteranno con lui, sviluppando versioni diverse — e spesso opposte — del contratto sociale.
- L'idea di Stato moderno. Il Leviatano anticipa il concetto di Stato come entità sovrana, titolare del monopolio della forza legittima, che sarà più tardi al centro della scienza politica.
- La centralità della sicurezza. Il rapporto tra libertà e autorità, tra diritti individuali e necessità dell'ordine, resta una questione attualissima. Nel dibattito contemporaneo del 2026 su sicurezza, sorveglianza e poteri dello Stato, l'opera di Hobbes continua a essere un punto di riferimento.
Per queste ragioni il Leviatano è considerato un classico imprescindibile: non solo un documento storico, ma uno strumento concettuale per comprendere perché esistono gli Stati e su quali fondamenta poggia il loro potere.
Domande frequenti
Chi ha scritto il Leviatano?
Il Leviatano fu scritto dal filosofo inglese Thomas Hobbes (1588-1679) e pubblicato nel 1651. È la sua opera più celebre e uno dei testi fondamentali della filosofia politica moderna.
Perché si chiama Leviatano?
Il titolo riprende il Leviatano, mostro marino citato nella Bibbia (Libro di Giobbe). Hobbes lo usa come metafora dello Stato: una potenza enorme e artificiale, creata dagli uomini per garantire la pace e proteggersi dalla violenza reciproca.
Qual è l'idea centrale del Leviatano?
L'idea centrale è che, per evitare la "guerra di tutti contro tutti" propria dello stato di natura, gli individui stipulano un contratto sociale con cui cedono i propri diritti a un sovrano assoluto, che in cambio assicura ordine e sicurezza.
Perché il Leviatano è ancora importante oggi?
Perché ha fondato la teoria del contratto sociale e l'idea moderna di Stato sovrano, basata sul consenso e non sul diritto divino. I suoi temi — il rapporto tra libertà, autorità e sicurezza — restano centrali nel dibattito politico contemporaneo.