Chi ha scritto Madame Bovary? L'autore e la sua storia
Madame Bovary fu scritto dallo scrittore francese Gustave Flaubert (1821-1880). Pubblicato per la prima volta a puntate nel 1856 e in volume nel 1857, è il romanzo d'esordio di Flaubert e ne è considerato il capolavoro, oltre a essere una delle opere più influenti della letteratura mondiale. Il libro racconta la vicenda di Emma Bovary, moglie di un medico di provincia che cerca di sfuggire alla noia della propria esistenza attraverso relazioni adultere e spese smodate, fino alla rovina.
Gustave Flaubert, l'autore
Gustave Flaubert nacque a Rouen, in Normandia, nel 1821. Figlio di un chirurgo, è ricordato come uno dei massimi esponenti del realismo letterario e come un maestro dello stile. La sua ossessione per la parola precisa e per la perfezione formale è leggendaria: Flaubert poteva trascorrere giorni interi a limare una singola pagina o un paragrafo alla ricerca del cosiddetto mot juste, la "parola giusta".
Questa cura maniacale emerge chiaramente dalla genesi di Madame Bovary. Flaubert lavorò al romanzo dal settembre 1851 all'aprile 1856, riscrivendo il manoscritto più volte. Si stima che in quel periodo abbia prodotto migliaia di pagine, di cui ne conservò poco più di 470: una testimonianza della sua disciplina e del suo metodo di lavoro estremamente esigente.
La pubblicazione e il processo per oltraggio al pudore
Il romanzo, con il sottotitolo Mœurs de province ("Costumi di provincia"), apparve dapprima a puntate sulla Revue de Paris tra il 1° ottobre e il 15 dicembre 1856. Già in fase di pubblicazione l'editore decise di eliminare alcuni passaggi ritenuti troppo audaci per la Francia conservatrice del Secondo Impero di Napoleone III.
Nonostante i tagli, le autorità accusarono Flaubert di oltraggio alla morale e alla religione. Il processo si tenne nel gennaio 1857 e contribuì paradossalmente a rendere l'opera celebre ancora prima della sua diffusione di massa. Flaubert venne assolto il 7 febbraio 1857. Pochi mesi dopo, nell'aprile del 1857, il romanzo fu pubblicato in volume e divenne rapidamente un bestseller: la notorietà acquisita durante il processo aveva acceso la curiosità del pubblico.
Perché Madame Bovary è così importante
Madame Bovary segna una svolta nella storia del romanzo. Flaubert abbandona ogni sentimentalismo e descrive la realtà borghese di provincia con uno sguardo lucido, distaccato e impersonale. Da questa impostazione nasce il celebre principio dell'impersonalità dell'autore, secondo cui lo scrittore deve essere presente nella sua opera "come Dio nell'universo": ovunque, ma invisibile.
Il personaggio di Emma ha inoltre dato origine al termine "bovarismo", usato per indicare l'atteggiamento di chi vive insoddisfatto del proprio presente, costruendosi un'immagine illusoria di sé alimentata da fantasie romantiche destinate a scontrarsi con la realtà. Per la profondità psicologica, la precisione stilistica e la modernità della struttura narrativa, l'opera è oggi studiata in tutto il mondo e continua a essere tradotta e ristampata, restando nel 2026 un classico imprescindibile della letteratura europea.
Domande frequenti
Chi ha scritto Madame Bovary?
Madame Bovary fu scritto dallo scrittore francese Gustave Flaubert (1821-1880). Si tratta del suo romanzo d'esordio e del suo capolavoro più celebre.
In che anno è stato pubblicato Madame Bovary?
Il romanzo apparve a puntate sulla Revue de Paris tra ottobre e dicembre 1856 e fu pubblicato in volume nell'aprile 1857.
Perché Flaubert fu processato per Madame Bovary?
Le autorità del Secondo Impero accusarono Flaubert di oltraggio alla morale e alla religione per i temi dell'adulterio trattati nel romanzo. Fu assolto il 7 febbraio 1857.
Di cosa parla Madame Bovary?
Racconta la storia di Emma Bovary, moglie di un medico di provincia che, insoddisfatta della propria vita, cerca evasione in relazioni adultere e nel lusso, finendo per rovinarsi economicamente e moralmente.
Cos'è il "bovarismo"?
È il termine, derivato dal personaggio di Emma Bovary, che indica l'insoddisfazione cronica verso la propria condizione e la tendenza a costruirsi un'immagine illusoria di sé alimentata da fantasie romantiche.